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Stadio Angelo Massimino CataniaGetty

Catania, Baldini contro la società: "Rema contro di noi, mai preso uno stipendio fin qui"

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Non sembra proprio esserci una fine, o comunque qualcosa che si avvicini allo stesso concetto, alla crisi che sta vivendo ormai da diverso tempo il Calcio Catania: il club rossazzurro, che già poco più di un anno fa ha rischiato il fallimento, si trova di fronte all'ennesimo bivio da "vita o morte" calcistica ed economica.

Nel luglio del 2020 la società, messa in vendita tramite un bando al Tribunale, è passata alla SIGI, che ne ha di fatto scongiurato la fine: nello scorso gennaio, poi, la stessa proprietà (un folto gruppo di soci) ha firmato un contratto preliminare per la cessione del Catania all'avvocato statunitense Joe Tacopina, salvo poi veder naufragare tutto tra aprile e maggio quando, a causa di diversi scontri interni ed esterni, e a causa della mancata realizzazione di alcune condizioni (tra cui la riduzione del debito con i creditori istituzionali), la trattativa con l'attuale proprietario della SPAL è terminata definitivamente.

Alla fine di giugno, in vista della scadenza per l'iscrizione al campionato di Serie C, la SIGI ha chiesto pubblicamente aiuto ai tifosi, facendo partire una vera e propria raccolta fondi per raggiungere la cifra necessaria per salvaguardare, ancora una volta, la vita del club rossazzurro: i sostenitori hanno risposto presente, il Catania è in Serie C. Ma le difficoltà non sono finite.

Dopo non aver rispettato la prima scadenza federale "a causa di un pignoramento subito per effetto di debiti pregressi" (il 2 agosto), la SIGI ha mostrato pubblicamente non poche difficoltà nel pagamento della scadenza (degli stipendi) prevista per giorno 18 ottobre, preoccupando la piazza.

Il Catania, però, continua a scendere in campo: dopo un difficilissimo avvio di campionato, vince due partite consecutive contro Picerno e Juve Stabia, quindi pareggia contro la Virtus Francavilla nell'ultimo turno del Girone C di Serie C.

Al termine della gara, dopo una specifica domanda sull'errore di un suo difensore, l'allenatore rossazzurro, Francesco Baldini, non ci sta e attacca la società.

"L’area sportiva del Catania sta dando veramente tutto, e ci metto dentro il Direttore Pellegrino, il mio staff, i giocatori, il nostro addetto stampa, tutti quelli che, sulla stessa barca, stanno remando dalla solita parte. Chi non sta remando dalla solita parte è la società e ora noi abbiamo bisogno di chiarezza e non di persone che litigano e vanno a fare gli articoli sui giornali, tra 26-27 soci, quanti sono".

Baldini si riferisce, nello specifico, a quanto accaduto in settimana, con l'uscita dalla società di uno dei soci, Maugeri, che pubblicamente ha puntato il dito contro il resto della SIGI: abbandono del progetto giustificato dallo stesso Maugeri "in mancanza di soluzioni credibili e rispettose della legge, e onde evitare indebite pressioni esterne ed interne, o peggio cedere a soluzioni tampone che potrebbero rappresentare ipotesi di illecito ". Un bel clima, insomma. L'allenatore del Catania, poi, come un fiume in piena ci tiene a farsi intendere.

"Per fortuna ieri l'unica persona che è venuta è stato Nicolosi (il maggiore azionista ndr): ci ha rassicurato, però è ora di salire sulla barca e remare dalla solita parte. In questo momento l'area sportiva sta remando forte in una direzione, la società sta remando al contrario. E' ora che ci dicano come stanno le cose, è ora che mantengano i loro impegni: poi possiamo stare a parlare dell'errore di Baldini, di Claiton, di non so chi. Ma quello che è importante è che la società risolva i problemi: domani è una giornata importante e abbiamo bisogno di salire tutti sulla barca e remare dalla stessa parte".

Un momento molto delicato, l'ennesimo nella storia recente del Catania: nello spogliatoio, come ammette Baldini, non si è ancora visto un pagamento da inizio stagione.

"La squadra, questi ragazzi, hanno iniziato il 18 luglio, non si sono mai fermati: siamo al 18 di ottobre e non hanno mai preso uno stipendio. Vi garantisco che sono ragazzi che non guadagnano decine di migliaia di euro, ma sono ragazzi che sono venuti a Catania senza neanche chiedere quanto avrebbero guadagnato semplicemente per mettersi questa maglia addosso e avere una possibilità importante in una piazza importante. E hanno bisogno anche loro di chiarezza. Quando sono venuto al Catania non sapevo neanche se si sarebbe iscritto: conoscevo le difficoltà, ma pensavo si remasse tutti dalla stessa parte. Così non è e questi ragazzi sono il mio orgoglio".

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