Pubblicità
Pubblicità
CastellacciGetty Images

Castellacci lancia l'allarme: "Urgono ricerche sui troppi casi di SLA tra ex calciatori"

Pubblicità

Le recenti parole di Dino Baggio e Florin Raducioiu, i quali hanno espresso tutta la loro preoccupazione riguardo all'utilizzo di farmaci durante le rispettive carriere, ha riacceso i riflettori sulla potenziale correlazione tra i farmaci impiegati nello sport e lo sviluppo di gravi patologie.

Un tema estremamente delicato sul quale si è espresso Enrico Castellacci, specializzato in Medicina dello Sport e in Ortopedia e Traumatologia, nonché ex medico sportivo della Lucchese, dell’Empoli, della Juventus e della Nazionale di Marcello Lippi, Campione del Mondo nel 2006 in Germania.

"Partiamo dal presupposto che questo è un momento emozionalmente molto forte. La perdita di due personaggi così amati come Mihajlovic e Vialli ha inevitabilmente colpito - ha dichiarato a 'Open - Questo crea una suggestione non indifferente sul possibile collegamento tra le morti e l’utilizzo di farmaci di cui gli ex atleti hanno memoria.
Non esistono ad oggi prove scientifiche che confermino un reale collegamento tra i farmaci di cui parlano gli atleti e i tumori. Questo dobbiamo ribadirlo per onestà intellettuale. È altrettanto chiaro che l’abuso di qualsiasi farmaco è sempre un grosso rischio in sé e questo non sarebbe giusto sottovalutarlo".

Nel corso degli anni, sottolinea Castellacci, è cambiata anche la concezione della figura del medico sportivo.

"Prima i medici delle squadre erano certamente di professione ma spesso erano anche amici di presidenti e frutto di conoscenze varie. Oggi i medici scelti devono necessariamente avere la specializzazione in medicina dello sport, vengono presi con criteri di scientificità e professionalità intensi".

Nel mondo del calcio, come nello sport in generale, si è spesso discusso di episodi di abuso e sovradosaggio di farmaci.

"Dagli atleti ci può essere stata l’intenzione di esasperare la terapia medica per il desiderio di rientrare subito in campo o per essere più performanti. Resta il fatto però che se un medico è convinto che il farmaco in over dose faccia male deve controllare e impedire.
Non dimentichiamoci che ogni atleta è sotto il controllo medico. Se le colpe ci sono, sono dell’intero sistema. Anche qui non posso non ricordare che attualmente porteremmo a processo un meccanismo la cui pericolosità non è scientificamente provata".

Castellacci lancia invece l'allarme sui troppi casi di SLA che hanno colpito parecchi ex calciatori professionisti.

"Sul piano delle priorità direi senza dubbio la questione Sla. Con una percentuale di incidenza molto più allarmante tra gli atleti rispetto ai tumori, che invece non presentano nei giocatori una percentuale di presenza maggiore. Per la Sla sì ed è dimostrato. La riflessione urgente quindi dovrebbe essere fatta sulla frequenza molto più alta di questa malattia neurodegenerativa tra gli ex calciatori."

Enrico Castellacci ha parlato ai microfoni di OPEN (qui l'intervista completa).

Pubblicità
0