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Caso Superlega, l'Avvocato della Corte UE: "L'UEFA non esercita monopolio"

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Arrivano importanti novità da Bruxelles per quanto riguarda lo scottante tema relativo alla Superlega, dopo la causa intentata da quest'ultima nei confronti di UEFA e FIFA, accusate di presunto monopolio sportivo sull'organizzazione delle competizioni internazionali.

Nella giornata di giovedì 15 dicembre, l'Avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, Athanasios Rantos, si è espresso sulla questione:

"Le norme della FIFA e della UEFA che sottopongono ad autorizzazione preventiva qualsiasi nuova competizione sono compatibili con il diritto della concorrenza dell’Unione".

Parole che di fatto confermano come, per la Corte di Giustizia Europea, la gestione del calcio da parte dell'UEFA non venga considerata monopolio ma al contrario, rispetti i canoni e i vincoli imposti dal diritto della concorrenza dell'Unione.

La conclusione presentata oggi dall'Avvocato generale della Corte Ue, la cui posizione ufficiale non è tuttavia da ritenersi vincolante ai fini della sentenza prevista per marzo 2023, rappresenta comunque un passaggio significativo che complica sensibilmente la posizione del progetto Superlega.

Di seguito il comunicato ufficiale della Corte di Giustizia dell'Unione Europea:

"Nelle conclusioni presentate in data odierna, l’avvocato generale Athanasios Rantos propone alla Corte di rispondere che:
1.Le norme della FIFA e della UEFA che sottopongono a previa autorizzazione qualsiasi nuova competizione sono compatibili con il diritto della concorrenza dell’Unione. Tenuto conto delle caratteristiche della competizione, gli effetti restrittivi derivanti dal sistema sono inerenti e proporzionati al fine di conseguire gli obiettivi legittimi connessi alla specificità dello sport che la UEFA e la FIFA perseguono;
2. le norme dell’Unione in materia di concorrenza non vietano alla FIFA, alla UEFA, alle loro federazioni o alle loro leghe nazionali di minacciare sanzioni nei confronti dei club affiliati a dette federazioni qualora questi ultimi partecipino a un progetto per l’istituzione di una nuova competizione che rischierebbe di pregiudicare gli obiettivi legittimi perseguiti da tali federazioni di cui essi sono membri;
3. le norme dell’Unione in materia di concorrenza non ostano alle restrizioni, nello statuto della FIFA, riguardanti la commercializzazione esclusiva dei diritti relativi alle competizioni organizzate dalla FIFA e dalla UEFA nei limiti in cui tali restrizioni sono inerenti e proporzionate al perseguimento degli obiettivi legittimi connessi alla specificità dello sport;
4. il diritto dell’Unione non osta agli statuti della FIFA e della UEFA che prevedono che l’istituzione di una nuova competizione calcistica paneuropea tra club sia subordinata a un sistema di previa autorizzazione, nei limiti in cui siffatto requisito è appropriato e necessario a tal fine, tenuto conto delle particolarità della competizione prevista".

Sulla Superlega:

"La European Super League è libera di istituire la propria competizione calcistica indipendente al di fuori dell’ecosistema della UEFA e della FIFA. Tuttavia non può, contemporaneamente all’istituzione di una competizione siffatta, continuare a partecipare alle competizioni calcistiche organizzate dalla FIFA e dalla UEFA senza la previa autorizzazione di tali federazioni.
Il mancato riconoscimento da parte di FIFA e UEFA di una competizione sostanzialmente chiusa come la Super League è coerente col perseguimento di principi legittimi come quello di partecipazione basata su risultati sportivi.
"La attuale posizione dominante della UEFA, in realtà, la obbliga ad una responsabilità particolare: quando esamina le richieste di autorizzazione di nuove competizioni, è tenuta a garantire che un tali competizioni altri club non siano indebitamente privati di un accesso al mercato."
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