Giocare in un grande club, per di più agli ordini di Sir Alex Ferguson, non è per forza sinonimo di una carriera brillante come allenatore: Michael Carrick, però, è sulla buonissima strada, e ciò è testimoniato dall'impatto avuto sulla panchina del Middlesbrough.
Dopo aver svolto i ruoli di assistente di Mourinho e Solskjaer e di tecnico ad interim dei 'Red Devils' subito dopo l'esonero del norvegese, Carrick ha interrotto il rapporto con la società del suo cuore per dedicarsi alla prima vera esperienza manageriale tra le fila del 'Boro'.
Carrick ha portato con sé un turbine di idee che si sta rivelando vincente: dal 22° posto in Championship al momento dell'ingaggio, attualmente la squadra è sesta e dunque in piena zona playoff, in attesa che si completi il 25° turno.
Sei vittorie, un pareggio e due sconfitte in nove partite per Carrick: nella classifica del periodo avviato il 24 ottobre scorso con la sua nomina, il Middlesbrough sarebbe in piena lotta per l'accesso diretto alla Premier League (il distacco attuale dalla seconda piazza è di ben quattordici punti) e questo la dice lunga sulla rivoluzione effettuata, mentale ancor prima che tattica.
In seconda divisione inglese si sta imponendo grazie al 4-2-3-1 che si trasforma in un ultra offensivo 3-2-5 in fase di possesso: cruciale il ruolo del terzino sinistro Ryan Giles, in prestito dal Wolverhampton, che con le sue avanzate crea superiorità numerica e il passaggio al nuovo assetto, lasciando Fry, Lenihan e Smith a protezione della porta di Steffen.
E pensare che l'avventura di Carrick al Middlesbrough non era iniziata nel migliore dei modi: 2-1 imposto dal Preston North End prima di cinque risultati utili consecutivi e un nuovo stop, stavolta sul campo del Burnley capolista. Gli altri due successi con Wigan e Blackburn hanno ulteriormente migliorato lo score, in attesa di un 'assaggio' di Premier con la sfida al Brighton di De Zerbi del prossimo 7 gennaio in FA Cup.
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