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atalanta lipsiaGetty Images

Capolinea Atalanta: la corsa europea si ferma nuovamente ai quarti

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Non è bastata la spinta di un ribollente Gewiss Stadium esaurito in ogni ordine di posto per dare continuità al percorso europeo dell'Atalanta: i nerazzurri perdono in casa con il Lipsia e salutano ufficialmente l'Europa League ai quarti di finale. Dopo l'1-1 dell'andata, la doppietta di Nkunku in quel di Bergamo ha avuto l'amaro sapore del capolinea, cancellando il sogno e l'ambizione orobiche di raggiungere la seconda semifinale continentale della propria storia, dopo quella di Coppa delle Coppe del 1988.

Proprio così, perché se si circoscrive la questione a vecchia Coppa UEFA, Europa League e Champions, si noterà che la Dea non ha mai superato lo snodo rappresentato dai quarti di finale. Con Gasperini al timone dalla stagione 2016-2017, i nerazzurri sono approdati al tabellone principale dell'Europa League già nella stagione successiva, superando brillantemente la fase a gironi - indimenticabile il 5-1 in casa dell'Everton - prima di arrendersi agli ottavi contro il Borussia Dortmund qualificato dal goal-beffa di Schmeltzer ad una manciata di minuti dai tempi supplementari.

L'anno seguente, il 2018/19, ha visto la posta in palio alzarsi vertiginosamente: Atalanta ai nastri di partenza della Champions League per la prima volta nella sua storia. Dopo aver collezionato 1 punto nelle prime quattro uscite del girone, per i nerazzurri il destino sembrava ormai segnato, ma la vittoria con la Dinamo Zagabria e l'incredibile 3-0 in casa dello Shakhtar valgono uno storico approdo agli ottavi. Alle porte della fase ad eliminazione diretta, l'urna riserva il Valencia e nella doppia sfida contro gli spagnoli, l'Atalanta tocca probabilmente l'apice di rendimento e consapevolezza del ciclo gasperiniano: i nerazzurri si impongono 4-1 sul neutro di San Siro e 4-3 al Mestalla, regalandosi un impronosticabile quarto di finale alla prima partecipazione assoluta nella massima rassegna continentale.

Poi arriva il Covid e per oltre 4 mesi il pallone non rotola più. La macchina si rimette in moto in piena estate dove le squadre vengono chiamate ad un vero e proprio tour de force per completare la stagione. Le ripercussioni e gli stravolgimenti sono inevitabili, a partire dalla ridefinizione dei tornei: i quarti di Champions diventano una Final Eight da disputarsi tutta a Lisbona e in gare secca. La Dea pesca il PSG: è il 12 agosto 2020 e Pasalic sigla il goal della grande illusione prima dello psicodramma finale: Marquinhos al 90' e Choupo-Moting al terzo minuto di recupero completeranno l'incredibile ribaltone che manderà avanti ai parigini.

Il sogno si spezza proprio sul più bello, mentre nella stagione scorsa (la 2020/2021) l'eliminazione agli ottavi contro il Real Madrid si rivela meno cocente per modalità e sviluppo. Ed infine eccoci all'annata in corso, avviatasi sulla platea della Champions e proseguita poi in Europa League a seguito del terzo posto nel girone: nel tabellone della seconda coppa europea per ordine d'importanza, Muriel e compagni si sono fatti strada piegando Olympiacos e Bayer Leverkusen, prima dello stop contro il Lipsia. Ancora una volta ai quarti, ormai divenuto abituale capolinea nerazzurro. Era successo anche nel 1991, quando fu un'altra italiana, l'Inter, a stoppare la corsa dei ragazzi di Mondonico in Coppa UEFA.

Rendimento che comunque non intacca minimamente la straripante crescita inscenata dalla società bergamasca negli ultimi sei anni, coincisa con l'approdo in panchina di Gasperini. Da realtà destinata a lottare esclusivamente per l'orticello salvezza a punto di riferimento del calcio italiano. E' mancato - quantomeno fino ad oggi - solamente l'ultimo step per perfezionare quel salto di qualità che probabilmente avrebbe potuto regalare anche qualche trofeo da infilare in bacheca: ogni riferimento alle due finali di Coppa Italia perse nel 2019 e nel 2021 è puramente voluto.

Dopo tre terzi posti consecutivi in Serie A - miglior piazzamento di sempre nella storia del club - l'Atalanta, quest'anno, sta pagando dazio anche tra i confini nazionali. Considerando tutte le competizioni, le sconfitte incassate in questa stagione sono già otto: un 'primato' in negativo sotto la gestione Gasperini. Basti pensare che ciò non accadeva dalla stagione 2014-2015, quando gli otto ko arrivarono tutti in campionato.

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