Dal 95' al 'Viviani' di Potenza è successo di tutto: il Catania, sotto di un goal, trova il pari che vale il 2-2, scatenando l'ira della squadra di casa.
Al triplice fischio e dopo le polemiche della formazione di Arleo per l'espulsione di Cargnelutti, scoppia il caos: alcuni giocatori del Potenza accerchiano Rutella, direttore di gara, mentre il resto fa partire un parapiglia con la squadra ospite.
Il presidente di casa, Salvatore Caiata, prima si dirige verso l'arbitro, poi litiga platealmente con il direttore dell'area sportiva etnea, Maurizio Pellegrino. La situazione in un primo momento sembrava essersi calmata, ma no.
Caiata, visibilmente nervoso, ha iniziato a rincorrere i calciatori del Catania, mentre le due squadre stavano lasciando il campo. Una volta placato tutto, non con poche difficoltà, le polemiche si sono spostate sui social.
Il Potenza ha pubblicato una gallery di foto che ritraggono lo spogliatoio degli ospiti semi-distrutto, poi parla Caiata, attaccando il direttore di gara.
"O ci viene garantito che si viene giocato il campionato o smettiamo di giocarlo. Come mai oggi viene un arbitro siciliano ad arbitrare una gara così delicata e la fa giocare a oltranza fino a quando non arriva il pareggio? La partita era finita al 94', perché si deve giocare altri due minuti?".
Il Catania ha risposto con un'altra gallery, che ritrae il nervosismo a fine gara di Caiata, e con una nota affidata a Pellegrino.
"Oggi sono dispiaciuto per il Potenza, società che reca il nome di una comunità civile ed esemplare in termini di cultura sportiva: il Potenza non merita di essere rappresentato da persone che si abbandonano ad irresponsabili sceneggiate e insultano gli avversari".
Insomma, clima teso, tesissimo, e scene che passeranno alla storia di una gara da archiviare e che non ha nulla a che fare con tutto ciò che è avvenuto dopo.




