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"Caño" di Pedri al Camp Nou, il Barcellona e Xavi lo esaltano: "Mi ricorda Iniesta"

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Il "Mudo" avrà sorriso, guardando le immagini. Si sarà rivisto in quel fotogramma che è valso, da solo, il prezzo del biglietto per assistere a Barcellona-Athletic Bilbao, con annesso pasto e regalo: la consapevolezza che, archiviati Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, le storie calcistiche da raccontare non finiranno. Che la "bellezza" farà sempre parte di questo sport.

Chiedetelo a Ronald Araujo, che marcando Inaki Williams si è fermato, portandosi le mani in testa, mentre il Camp Nou preferiva un semplicissimo, ma intensissimo e prolungato "Oh!" alle parole. Il calcio non si sa esprimere, a volte, convenzionalmente.

Capita che a 10 minuti dalla fine la gara tra la formazione di Xavi e quella di Marcelino è ancora relativamente aperta (per quanto possa essere aperta una sfida sul 2-0) e che Pedro Gonzalez Lopez, per tutti "Pedri", decide di complicarsi la vita sulla pressione di Balenziaga. Tra lui e Dani Alves c'è di mezzo Nico Williams, non ha una linea di passaggio: Pedri è diverso, però. E' fuori dal comune.

Qualcuno deve avergli raccontato di JuanRoman Riquelme, di quello che il "Mudo" ha rappresentato per questo sport: di uno dei suoi gesti più iconici. Il "Caño", con radici storiche ben definite.

Siamo all'inizio del nuovo millennio, maggio 2000, e al Boca Juniors serve una prestazione perfetta per ribaltare il 2-1 dell'andata dei quarti di finale di Copa Libertadores contro il River Plate in uno dei Superclasicos più amati della storia. E' il giorno di Riquelme, che su rigore metterà a segno il momentaneo 2-0, ma anche di Marcelo Delgado e Martin Palermo: la formazione di Carlos Bianchi vincerà 3-0, eliminando i rivali.

E', anche, il giorno del "Caño" di Riquelme a Mario Yepes: un tunnel di spalle con la suola. Una di quelle mosse che guardi in TV e ti porti dietro al campetto, con gli amici: bene, Pedri ci è riuscito.

Pressato da Balenziaga, in fase di disimpegno, lavora la sfera con la suola e poi, eccolo: ecco il "Caño". Tunnel mentre si volta e riparte: i suoi compagni, Araujo in primis (come detto), sono increduli. Il Camp Nou si esalta.

Xavi, uno che giocate del genere le ha vissute e viste da pochi metri sul prato verde, nel post-gara si è lasciato andare a paragoni importanti.

"Al di là del Caño, che è un dettaglio, quel che risalta è come comprende le dinamiche del gioco, come gioca tra le linee, come agisce dietro agli attaccanti. Mi ricorda molto Andrés Iniesta. E' una meraviglia: non ho visto molti talenti come lui".

"Don Andrés", l'illusionista, come il "Mudo", sono due degli esponenti più puri del bello e della tecnica del calcio: Pedri, che è già qualcosa in più di un talento, troverà presto un soprannome adatto a lui. Uno di quelli che restano nella storia, proprio come la giocata riprodotta al Camp Nou: eterna.

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