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Fabio Cannavaro Pallone d'Oro GFXGoal

Cannavaro, l'ultimo Pallone d'Oro italiano: tra retroscena e realtà

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Quattordici anni fa, oggi, Fabio Cannavaro conquistava il Pallone d'Oro. Edizione 2006, con il centrale napoletano a classificarsi davanti a Gianluigi Buffon e Thierry Henry. Pressoché un plebiscito per l'allora capitano azzurro, capace di ottenere il gradino più alto del podio con 173 punti.

Una vittoria scontata - quella italiana - considerando la leggendaria prova proposta dai ragazzi selezionati da Marcello Lippi in Germania. Occhi puntati sulla Juventus, alle prese con l'estate più difficile della sua storia, con tanto di retrocessione targata Calciopoli.

Dunque, fuggi-fuggi generale, con il napoletano ad accettare l'offerta del Real Madrid. Impossibile, per un difensore di tale livello, scendere nella cadetteria. Impossibile, per Madama, mantenere un ingaggio monstre per i parametri della Serie B.

Via all'esperienza merengue, assieme a Fabio Capello ed Emerson, compagni di avventura all'ombra della Mole. Il tecnico di Pieris, alla seconda esperienza nella capitale spagnola, vuole a tutti i costi il suo omonimo. Tanto da chiederlo al presidente dell'epoca, Ramon Calderon. Accontentato.

E mentre in molti pensano che il vincitore del premio istituito nel 1956 dalla rivista sportiva francese "France Football" possa essere Buffon, è invece Cannavaro ad andare in fuga. Vuoi per un Mondiale extra lusso con annessa incredibile prova proposta in semifinale contro la Germania, vuoi perché l'ottimo impatto avuto con il mondo merengue ha il suo perché.

"Tutti riconducono il Pallone d’Oro solo al Mondiale, ma la verità è che feci una stagione stratosferica alla Juventus. In quei due anni giocai benissimo e rivedendo le partite mi accorgo di aver fatto delle grandi prestazioni"

Storia: Cannavaro lascia l'Inter per approdare alla Juve il 30 agosto 2004, nell'ambito dello scambio con Fabian Carini. Rendimento altalenante quello del campano in nerazzurro, con una frattura da stress alla tibia trascurata.

Musica per le orecchie dell'ex dg bianconero, Luciano Moggi, che ne approfitta impacchettando un'operazione lungimirante su scala biennale, naufragata - al pari dell'intero quadro - a causa di Calciopoli.

In poco tempo, Fabio conquista il mondo Juve: giocando tutte le partite di campionato al primo anno. Qualità e personalità al potere, con interventi provvidenziali a consolidare il bagaglio tecnico di un difensore unico per interpretazione e concetti.

Omar Sivori (1961), Gianni Rivera (1969), Paolo Rossi (1982), Roberto Baggio (1993) e, appunto, Fabio Cannavaro nel 2006. Un trionfo nel trionfo, considerando il ruolo poco gettonato. Insomma, quinto calciatore italiano - al momento - ad aver messo le mani sul Pallone d'Oro. 

Vittoria, a caldo, dedicata a una città speciale: Napoli:

"La mia città  è un po' particolare, ma è una città che ha voglia di vivere e crescere. E io dico ai napoletani e ai ragazzi che giocano, come facevo io in strada, che i sogni possono avverarsi, e che bisogna credere nei sogni. Quello che è successo a me quest' anno è stato incredibile: il sogno di quella Coppa del Mondo da alzare quando ero bambino, ed oggi questo Pallone d'Oro, francamente inaspettato. E' un sogno essere qui".

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