Dall'incubo infortuni al sogno Champions. Mattia Caldara al 'Parco dei Principi' toccherà il cielo con un dito, un cocktail di emozioni dato dal calvario vissuto nel momento migliore e il riscatto reso possibile dal ritorno all'Atalanta.
Un ragazzo serio, umile e di talento: ne sa qualcosa Leonardo, oggi direttore sportivo del PSG, che nella storica notte della Dea si ritroverà contro il profilo per cui stravedeva e senza dubbio stravede ancora adesso.
Caldara nel 2018 arrivò al Milan su esplicita volontà di Leo, il quale riuscì ad inserirlo nello scambio alla pari con cui Leonardo Bonucci lasciò il Diavolo dopo appena un anno per far ritorno alla Juve.
Goal.comIl motivo dell'operazione, conclusa senza conguagli economici, è presente nelle parole con cui il dirigente brasiliano presentò alla stampa l'allora neo-difensore rossonero.
"L'Atalanta forma anche mentalmente i suoi giocatori. A livello tecnico è un giocatore moderno, segna anche dei gol, proprio per l'attenzione, la fisicità, è intelligenza nella lettura del gioco. Bonucci ha un valore immediato, Mattia un valore immediato e futuro. Mattia non lo seguivamo solo noi, erano tutti molto attenti, Juve compresa, che l'ha preso e ripreso. E' stata una bellissima opportunità, siamo riusciti a dare a questa squadra, sia in difesa sia in attacco, un salto importante".
Che poi per Caldara le cose al Milan non siano andate bene è un altro discorso: guai fisici e una condizione impossibile da trovare l'hanno lasciato fuori dal progetto per tutti i 18 mesi, tanto da decidere di cogliere l'opportunità di risposare il club che lo aveva lanciato.
Appena 2 le presenze in rossonero, con trasferimento in prestito con diritto di riscatto all'Atalanta lo scorso gennaio: un inserimento 2.0 graduale fino a una maglia da titolare sempre più frequente, con Gasperini memore delle doti di Caldara e 'spalla' ideale per fargli ritrovare sorriso e certezze. Dentro e fuori dal campo.
Contro il PSG, anche complice un Palomino non al meglio, Mattia prenota un posto dal primo minuto nella sfida che per la Bergamo che ama il calcio e che sta venendo fuori dalla pandemia rappresenta un qualcosa di unico. Magico.
Caldara, tra l'altro, sotto la Tour Eiffel non è stimato solo da Leonardo: prima del passaggio al Milan, infatti, a fargli la corte furono proprio i parigini. Suggestione del passato, un intreccio mai diventato realtà, ma a regalare un punto di contatto tra Mattia e i campioni d'Oltralpe ci pensa la Champions. 'Reunion' con Leo e sogno semifinali, la notte da film è servita.




