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Mattia CaldaraGetty

Caldara all’Atalanta: perché il Milan ha deciso di rinunciare a lui

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Un’illusione costata 35 milioni, una scommessa che qualcuno ha ritenuto persa prima del tempo. Il Milan lascia andar via Mattia Caldara, rinuncia a uno dei difensori più promettenti del panorama italiano, la cui ascesa è stata drasticamente interrotta da una serie di infortuni che lo hanno costretto a saltare di fatto gli ultimi 18 mesi. 

Due presenze con la maglia rossonera, l’ultima il 24 aprile scorso in Coppa Italia, neanche un minuto in campionato. In questa stagione solo sei panchine e tre partite disputate con la Primavera. Da due mesi però si allena a pieno ritmo, fisicamente è quasi pronto, ha bisogno di mettere nelle gambe minuti veri, in gare ufficiali con la prima squadra. E quale momento migliore di un mese in cui il Milan, da qui al derby, giocherà sei partite, potenzialmente sette qualora dovesse superare il turno in Coppa Italia? Eppure proprio in queste ore le strade di Caldara e il Milan si separano.

Una scelta difficile da decifrare per la società rossonera, che restituisce il difensore all’Atalanta in prestito gratuito per 18 mesi con diritto di riscatto a favore del club bergamasco fissato a 15 milioni. Una formula che consentirà al Milan di non registrare minusvalenze qualora Percassi dovesse decidere di esercitare l’opzione nell’estate del 2021, ma che priva Pioli dell’unica alternativa di ruolo alla coppia Musacchio-Romagnoli, almeno per il momento vista l’indisponibilità di Duarte.

Ma perché il Milan cede Caldara? Perché non provare a dargli fiducia in una stagione che sembra ormai già compromessa? Difficile trovare una motivazione precisa ma sono diversi i fattori da tenere in considerazione: investimento di un management diverso (fu un affare fortemente voluto da Leonardo), su Mattia peserebbe qualche dubbio sulla compatibilità con Romagnoli e soprattutto sulle sue condizioni fisiche, oltre che un ingaggio troppo pesante (3.5 milioni di euro lordi a stagione) per un ragazzo che a tutti gli effetti può considerato ad oggi un esubero in rosa. La scelta di Boban e Maldini è quella di puntare su difensori con caratteristiche e costi diversi.

Per l’Atalanta invece un’operazione assolutamente win-win: la Dea può ridare serenità al giocatore, rilanciarlo con una gestione oculata e riscattarlo eventualmente tra 18 mesi ad una cifra accessibile e sensibilmente inferiore a quello che può essere il valore di mercato di un Caldara ritrovato. In caso contrario, giocatore restituito al Milan dopo averlo avuto in rosa senza esborso se non l’ingaggio. Un’occasione imperdibile per Gasperini, che può puntellare la retroguardia a gennaio con un elemento che conosce già alla perfezione i movimenti che il tecnico chiede al reparto difensivo.

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