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Pogba Di Maria Juventus ChivasGetty Images

Buona la prima: la Juventus si gode gli esordi di Pogba e Di Maria

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D'accordo, è il 23 luglio e all'inizio della nuova stagione manca quasi un mese. D'accordo, è calcio d'estate (calda, troppo). D'accordo, l'avversario era il Chivas di Guadalajara, non il Real Madrid. Però le prime indicazioni lasciate da Paul Pogba e Angel Di Maria consentono di guardare con ottimismo all'avventura torinese dei due nuovi acquisti.

Per uno si è trattato di un secondo esordio, a sei anni di distanza dall'arrivederci per tornare a indossare la maglia del Manchester United. Per l'altro, di un debutto assoluto con la casacca bianconera. Entrambi sono rimasti in campo appena un tempo, perché Max Allegri ha deciso di giocare solo la prima frazione con tanti titolari - escluso Vlahovic, sostituito dal giovane Da Graca, peraltro autore della prima rete - prima di rivoluzionare l'intero undici di partenza all'intervallo.

Qualità, tocchi delicati per i compagni, dribbling: sia il francese che l'argentino hanno estratto dal proprio repertorio più di una gemma. Di Maria, in particolare, ha immediatamente incantato: ha iniziato dopo pochissimi minuti con un lob al bacio per l'inserimento di Kean, che non ha sfruttato il regalo, e ha proseguito mantenendo alto il proprio livello di gioco fino al 45', tra scambi con i compagni e tentativi di dribbling. Dal suo sinistro è nata anche la rete dell'1-0 di Da Graca.

Pogba mezzala con la solita licenza di svariare e inserirsi, giusto per non tenerne legato il talento a una zolla di campo ristretta, e Di Maria... "tuttoquartista" dietro alle due punte, pure lui muovendosi con costanza verso destra e pure verso sinistra: così Allegri ha provato a sfruttare le qualità tecniche dei due fiammanti volti nuovi. E, in sostanza, c'è riuscito.

"Pogba e Di Maria portano leadership, qualità ed esperienza per competere su tutti i fronti - ha detto di loro Leonardo Bonuccinell'intervista uscita questa mattina sulla 'Gazzetta dello Sport' - Abbiamo un bel mix di giovani che portano entusiasmo e i nuovi arrivati ci danno una spinta in più.
Di Maria? Per le qualità che ha e per la carriera è stato molto sottovalutato. È il giocatore più completo della A perché al talento aggiunge l’esperienza: per fortuna ha scelto la Juventus.
Come ho ritrovato Pogba? Molto bene, ha capito che la Juventus di oggi è forse un gradino indietro rispetto a quella che aveva lasciato lui. È al centro del progetto e del gruppo, sarà fondamentale. Quando l’ho rivisto gli ho chiesto di togliersi gli orecchini per l’allenamento... scherzi a parte, gli ho detto che avevamo un grande bisogno del Pogba che conosciamo, che io il vero Paul a Manchester non l’ho mai visto e ora mi aspetto di rivederlo alla Juve".

In attesa dei primi test veri e più probanti, insomma, Pogba e Di Maria si candidano già a diventare i pilastri della Juventus che verrà. Uno a organizzare il gioco, l'altro a rifinire. Obiettivo: innalzare in maniera sensibile la qualità di una manovra che troppo spesso, nella scorsa stagione e pure nelle precedenti, è stata farraginosa.

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