Il campionato che sta per concludersi è certamente uno dei più strani per Gianluigi Buffon: nonostante un impiego limitato in rispetto della gerarchia con Szczesny, il portierone della Juventus ha comunque scritto la storia con il nuovo record assoluto di presenze in Serie A e la conquista del decimo Scudetto personale, nessuno come lui.
Intervistato dal 'Corriere dello Sport', Buffon ha fatto un bilancio di questi dodici mesi della seconda esperienza torinese, arrivata dopo la breve parentesi francese al PSG.
"Sono contento, alla fine, per me era importante chiudere dei cassetti, altrimenti qualcosa sarebbe rimasto incompiuto. Avevo un obbiettivo: arrivare ai 10 scudetti, visto che due me li hanno scippati. Ci sono riuscito. Anche il record di presenze mi fa piacere. Ma non è stato un anno facile. Io mi sono sempre adattato, di natura sono altruista, però dovevo fare i conti con ciò che ho rappresentato e che penso ancora di rappresentare".

Un'annata particolare per il 42enne che ha dovuto attendere il suo turno in panchina, come mai gli era capitato in carriera.
"Sono veramente contento di me come persona. Ho sempre creduto che bisognasse fare gruppo, che chi stava dietro dava il suo contributo come chi stava davanti. Ma un conto è dirlo, un conto è esserci. Mi sono messo alla prova. E sono fiero di me stesso, perché la prova l’ho superata. Questo è stato veramente un anno diverso, per me: fare il secondo, non volere la numero 1, non volere essere capitano. Ho sempre detestato i gradassi e questo era un modo per mettermi alla prova, per dire: io non lo sono".
Poche apparizioni ma rendimento elevato: smentite le malelingue che lo davano per finito.
"Sportivamente, quando sono stato chiamato, ho risposto sempre bene, dimostrando di essere ancora competitivo".
Il segreto di Buffon è un animo da bambino che gli permette di andare avanti per la sua strada nonostante l'età avanzata faccia pensare il contrario.
"Io vivo di sogni e utopie. Vivo di questo e non posso pensare che sia diversamente. Mi fa bene anche al fisico. Se non ho un capello bianco, è per quel 20 cento di follia fanciullesca. Non posso pensare che mi venga meno l’entusiasmo".


