Un clamoroso colpo di scena è all'orizzonte in vista della finale di Champions League tra Manchester City e Inter: a Istanbul, il prossimo 10 giugno, potrebbe non essere Szymon Marciniak l'arbitro dell'atteso incontro che coronerà la squadra regina d'Europa.
Il direttore di gara, designato da Rosetti per il match più importante dell'anno, è finito nell'occhio del ciclone per la presunta partecipazione ad un evento organizzato dal leader dell'estrema destra del suo Paese, Sławomir Mentzen, noto per il sostegno a posizioni omofobe e antisemite. A riportarlo è 'Sky Sport'.
L'UEFA si sarebbe subito attivata chiedendo chiarimenti in merito e sottolineando l'avversione alle idee diffuse dal gruppo politico in questione, che non rispecchiano i valori propugnati dal massimo organo calcistico continentale.
La decisione definitiva su una possibile sostituzione di Marciniak dovrebbe arrivare nella giornata di venerdì: per l'arbitro polacco si tratterebbe di un duro colpo da digerire, cinque mesi e mezzo dopo aver diretto la finale dei Mondiali tra l'Argentina e la Francia in Qatar.
Szymon Marciniak ha parlato, tramite i propri canali social, della polemica esplosa e si è difeso:
"In relazione alle notizie dei media, dichiaro di non aver mai sostenuto o legittimato alcun partito, organizzazione politica o singoli politici e mi dissocio nettamente da qualsiasi punto di vista, dichiarazione e azioni estreme, razziste o antisemite. Sulla copertura mediatica di oggi dichiaro di non aver mai sostenuto né legittimato alcun partito politico, organizzazione o singolo politico. Mi dissocio, con forza e chiarezza, da qualsiasi tipo di opinione, affermazioni o azioni radicali, razzisti o antisemiti".




