"Alfredo è un giocatore intelligente: l'avrete notato quando è entrato in campo. Abbiamo fatto tanto in fase offensiva e questo grazie anche all'inserimento di Morelos".
E' il marzo del 2019 e a parlare, dopo la partita tra Giappone e Colombia, è Radamel Falcao, uno che per i "Cafeteros" non sarà mai un giocatore qualunque. La sua è più un'investitura che un complimento in sé: anche perché la partita di Alfredo Morelos dura solo 3 minuti, giusto il tempo di archiviare la sua seconda presenza in Nazionale.
Chi si è approcciato solo nella serata del Signal Iduna Park ai Rangers, tralasciando la solita e triste indifferenza rivolta a un calcio, quello scozzese, definito "banale" e "noioso", e apprezzato solo per l'eterna rivalità tra i Gers e il Celtic, probabilmente sarà rimasto incredibilmente sorpreso da uno dei calciatori più rappresentativi della formazione di Giovanni van Brockhorst: ma se vi dicessimo che Alfredo Morelos è sempre stato questo, un giocatore a tratti imprendibile e fuori dal comune, ci credereste?
Anticipiamo la domanda che segue: ma allora perché gioca in Scozia? La risposta, anche in questo caso, è semplice: gioca "ancora" (lo aggiungiamo noi) in Scozia, nonostante i costanti accostamenti a questo o l'altro club di Premier League puntualmente terminati con un nulla di fatto, perché sempre in Scozia ha trovato tutto ciò che gli serve. Una squadra da guidare con lo spirito, la possibilità di crescere e far bene: la maturità che gli serviva, qualche anno fa, grazie a uno degli allenatori che hanno permesso, seppur a distanza di tempo, la vittoria contro il Borussia Dortmund. Steven Gerrard.
GettyIn realtà la storia di Morelos ai Rangers inizia prima, nel 2017: arriva dall'Helsinki per un milione di euro. Quasi nulla se rapportato al suo potenziale: lo chiamano "El Bufalo" per la sua stazza fisica, potente. Baricentro basso: esplosivo, insomma. Certo, ha un bel caratterino: a 25 anni (26 a giugno) vanta 3 squalifiche per somma di ammonizioni e 3 rossi diretti. In questo senso, vale la pena citare un dato curioso. Nella stagione 2018/19 raggiunse il quantitativo totale di espulsioni dell'intera carriera del suo allenatore, Stevie G: 4. Ma quel che fa sorridere è che 3 di queste le ha "incassate" contro la stessa squadra, l'Aberdeen, in tutte e 3 le gare disputate in campionato (per i neofiti, il campionato in Scozia ha 3 gironi).
Di sicuro, però, l'episodio che più ha segnato il carattere e la successiva maturazione di Morelos è datato 31 marzo 2019, quando al Celtic Park si fa buttare fuori dopo 31 minuti per aver reagito alle provocazioni di Scott Brown con una gomitata. Gerrard si mette le mani in faccia, il capitano degli Hoops si rialza e lo aspetta a bordocampo salutandolo con una risata. Il resto è una squalifica per 4 giornate.




Da quel momento in poi "El Bufalo" verrà sanzionato ancora, sì, ma con meno frequenza: lascia parlare i goal, seguendo passo dopo passo la strada tracciata da Gerrard e guidando i compagni al ritorno alla vittoria in Scottish Premiership. Per comprendere meglio l'impatto e l'impronta di Morelos a Glasgow: 113 reti con la maglia dei Gers. Mica male. Ovviamente Ally McCoist, che di goal ne ha segnati 355 e che dei Rangers è il miglior marcatore di sempre, è parecchio lontano.
GettyConquistato il titolo con i Rangers il suo destino sembrava segnato: la Premier League, che lo ha più volte tentato, non è mai stata così vicina. Anche se, a dire la verità, la sua esperienza in Scozia era praticamente terminata nel gennaio del 2021.
"Ci sono state tante difficoltà relative al mio addio ai Rangers perché c'erano delle proposte, ma il club ha chiesto più soldi [...] Uno dei miei più grandi sogni è quello di giocare in Premier League: se l'opportunità si presenterà la coglierò al volo", ha spiegato un anno fa a Caracol Radio.
Tutto passato, tutto archiviato: adesso dice di star bene dalle parti di Ibrox sotto la guida di van Brockhorst. Segna, esulta: insomma, continua a fare quello che gli viene meglio. In campionato ha saltato il secondo Old Firm, quello del sorpasso del Celtic, per gli impegni con la Colombia: è tornato e ha messo a segno una doppietta contro gli Hearts. Come se nulla fosse.
Ha ancora tanto da dare e lo sa bene: raccolta l'eredità di Falcao in Nazionale contro il Borussia Dortmund è arrivata la definitiva consacrazione. Con il goal al Signal Iduna Park ha raggiunto "El Tigre" al terzo posto dei marcatori della storia di Europa League/Coppa UEFA con 31 reti (insieme ad Aduriz), alle spalle di Larsson (a proposito di Hoops, con 40 marcature) e Huntelaar (a quota 34). Se continua così può anche superarli, mentre il mondo continua a coltivare l'idea di vederlo altrove, forse proprio in Premier: lui era già noto a tutti, in realtà, anche prima della notte di Dortmund, come "El Bufalo". Soprannome e definizione di un giocatore speciale.
