Medhi Benatia ha parlato ai microfoni di 'Tuttosport'. Principale oggetto della sua chiacchierata, visto che i due sono grandi amici, è stato Miralem Pjanic.
L'ex difensore della Juventus, che sente ancora regolarmente tantissimi ex compagni, ha descritto un po' la situazione di Miralem Pjanic e più in generale quella di tutta la squadra sotto la gestione di Maurizio Sarri.
"Prima dell’Inter, sentiva di non essere al massimo, ma vogliamo vedere quante partite ha disputato? E’ tra i bianconeri con più presenze, non si tira mai indietro. Si è anche adattato a un nuovo modulo tattico, visto che con Sarri la Juve ha giocato spesso col trequartista dietro alle due punte. E ha dovuto correre tanto, come Matuidi: entrambi mi hanno confessato che erano davvero affaticati. Così è dura per tutti: meno possesso palla e più corsa. E alla fine si è infortunato agli adduttori. Capisco che Sarri voglia che giochi più la palla, però deve stare bene fisicamente affinché la squadra giri.
Mire è sempre in grado di trovarti una soluzione quando c’è il pressing degli avversari: ha più qualità degli altri. Bentancur ha un futuro roseo davanti a sé e diventerà uno dei più forti, ma in questo momento è ancora un gradino sotto. Pjanic fa anche autocritica: una partita l’ho chiamato e gli ho fatto i complimenti, lui era nervoso e mi ha detto di aver giocato male perché aveva perso due palloni pericolosi. Questo stop gli farà bene per tornare il più forte in Italia e tra i migliori al mondo".
Dopo l'elogio, si passa anche al calciomercato. Parola di Benatia: il bosniaco vuole restare alla Juventus nonostante le tentazioni.
"Ha ancora tre anni di contratto e alla Juve sta bene. E’ vero che a ogni mercato ha la possibilità di andare via: c’è il PSG interessato a lui, prima ancora lo ha cercato il Real ma, alla fine, lui ha prolungato con il club bianconero. Ha prevalso il suo amore per la Juve, dove sente la fiducia: nello spogliatoio è uno dei senatori, sa farsi ascoltare e rispettare. Poi, lo sappiamo, le situazioni possono cambiare, il club può decidere di cederlo. Ma se dipende dal giocatore, resta a Torino: a me non ha mai detto di voler cambiare aria, anzi. Con la Juve ha cambiato mentalità: adesso gioca per vincere, sempre".


