Per l'Arsenal, la stagione 2017/18 non sarà mai come le altre. Dopo la vittoria in Community Shield, il campionato, concluso al sesto posto, non va un granché, così come il percorso nelle coppe: una, la Carabao Cup, persa in finale contro il City, l'altra, l'Europa League, terminata sul più bello, in semifinale, contro l'Atletico Madrid, che alzerà poi il trofeo. Eppure passerà alla storia come l'ultima di un uomo che ha cambiato il volto dei Gunners: Arséne Wenger, salutato in un Emirates stracolmo e in lacrime.
In difesa, quell'anno, giocavano solitamente Koscielny e Mustafi, alternandosi a Chambers, con risultati non incredibili. Di lì a poco sarebbero arrivati nuovi elementi adatti all'apertura di un nuovo ciclo: ma dall'altra parte del Regno Unito stava accadendo qualcosa.
I 139 km che separano Londra a Newport, città del Galles, raggiungibile in auto attraverso il Prince of Wales Bridge, segnano la distanza tra la chiusura di un'era e l'inizio di una carriera calcistica fatta di fatica e sorpresa, di discese e risalite: di storie da raccontare.
Ben White non ha ancora compiuto 20 anni quando il Brighton, allora neopromosso in Premier League, decide di mandarlo in prestito in Football League Two, la Serie C2 inglese, al Newport County, squadra che da anni provava ad allestire una formazione in grado di centrare la vittoria del campionato, sfiorata solo un anno più tardi.
A 20 anni White non ha ancora esordito in Premier, vanta una buona esperienza nelle giovanili, ma si trova esattamente al confine tra la necessità di sfondare, vista l'età, e la paura di non riuscirci. Trovare continuità in un campionato professionistico può essere senz'altro la via giusta: farlo in Football League Two, un rischio.
La stagione al Newport County racconta di 51 presenze tra regular season e coppe di lega, con 2 gare delle 5 in FA Cup entrate nella storia della formazione gallese: la prima quella contro il Leeds, battuto 2-1 in casa, la seconda contro il Tottenham, fermato 1-1 al Rodney Park, salvato all'82' da una rete di Harry Kane e costretto al replay. Entrambe da titolare: entrambe giocate per 90'.
Getty"Quello che abbiamo fatto contro il Tottenham è stato grandioso. Affrontare Harry Kane è stato fantastico", dirà nel 2018, una volta rientrato al Brighton, non immaginando, forse lontanamente, che un giorno Harry Kane sarebbe stato non solo un compagno d'allenamento, ma anche il capitano della sua squadra, agli Europei.
Da lì in poi la carriera di White non ha subito grossi cambiamenti: nella stagione successiva è stato spedito in prestito semestrale al Peterborough, in Football League One, quella dopo al Leeds del Loco Bielsa. Ed è qui che la storia di White svolta definitivamente.
Con l'allenatore argentino gioca praticamente sempre, diventando in pochi mesi una certezza per entrambi i club: quello di destinazione del prestito e quello di provenienza. Il presente è noto, ma anche qui, fatica e sorpresa.
"E' stato il mio primo periodo in prestito in una squadra professionistica ed ero un po' ansioso all'inizio: il gruppo mi ha insegnato a credere in me stesso e ad avere fiducia nelle mie capacità", ha spiegato, riferendosi al prestito al Newport.
GettyAnsia che ormai è solo un lontano ricordo, o un timido accenno di quanto provato, probabilmente, lo scorso 7 giugno, quando Gareth Southgate ha ufficializzato la sua convocazione per Euro 2020 al posto di Trent Alexander-Arnold: oggi, invece, il suo trasferimento all'Arsenal per 58 milioni di euro.
"Abbiamo quasi battuto il Tottenham, ma giocare a Wembley è stato un sogno che si avvera": a Wembley ritornerà tre anni dopo quest'intervista rilasciata al rientro dal Newport. Vi ritornerà con la maglia dell'Inghilterra, pur senza giocare: vi ritornerà poco prima di trasferirsi ai Gunners e completare una scalata impensabile. Dalla quarta serie ai vertici della Premier League, firmato Ben White.
