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Belotti RomaGetty

Belotti: "Ecco perché mi chiamano 'il Gallo', l'ho fatto per un amico"

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Andrea Belotti è uno dei giocatori più riconoscibili per la sua esultanza: la famosa cresta, che lo ha reso iconico. La leggenda del 'Gallo' nasce però in un bar di periferia. A raccontarlo, lo stesso attaccante della Roma, che ha raccontato a Cronache di Spogliatoio la storia del suo soprannome e della sua esultanza.

Tutto nasce da un suo amico, Juri Gallo, calciatore fortissimo, che però per via del suo carattere non aveva mai sfondato e aveva aperto un bar a Calcinate, il paese in provincia di Bergamo da cui viene Belotti.

È proprio Juri il primo a esultare con la famosa cresta ai suoi goal, giocando sul suo cognome.

Il 3 settembre del 2012, quando Belotti ha 19 anni e gioca all'Albinoleffe in Serie C, finalmente Juri gli dice che riesce ad andare allo stadio, ma gli chiede una cosa: esultare con la cresta se dovesse segnare.

A raccontarlo è lo stesso Belotti:

"L’arbitro fischia l’inizio della partita. Passano due minuti e Karamoko Cissé mi serve un pallone. Prendo e lo scaravento in rete. Non ci penso un attimo: corro sotto la tribuna e inizio a mimare la cresta del gallo come un pazzo. Tutti corrono ad abbracciarmi.   Volete saperlo? Juri, quel giorno, si è presentato in ritardo di tre minuti. Mentre parcheggiava, ha sentito il boato dello stadio. Ho fatto la cresta… per nessuno. Ma che fai? Hai segnato dopo due minuti… non la riproponi? Dopo la partita siamo scoppiati a ridere: «Andrea, sono arrivato in ritardo, devi rifarla!».   Era un’esultanza che non si era mai vista. Ho iniziato per gioco, mi è piaciuta, e ora eccomi qui: il Gallo Belotti. Avevo dei capelli all’epoca… mamma mia… tutti sparati in alto. Quella era una cresta, altroché!"

Una storia di provincia, che però è esplosa assieme al talento di Andrea Belotti, che a Palermo si è fatto scoprire, che si è consacrato col Torino, che ha vito Euro 2020 con la nazionale e che ora è uno degli attaccanti della Roma. Sempre con la cresta, quella del Gallo.

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