Gli zero goal in campionato restano una macchia difficilmente cancellabile, ma Andrea Belotti ha comunque un motivo per sorridere: recentemente è scattato il rinnovo automatico fino al 30 giugno 2025 con la Roma, opzione presente nel contratto firmato un anno fa da svincolato.
Una notizia accolta con estremo piacere dal 'Gallo', deciso a migliorare lo score di quattro reti (tre in Europa League e una in Coppa Italia) dell'ultima stagione per ripagare al meglio tutto l'affetto elargito dal popolo giallorosso.
Nonostante gli scarsi numeri realizzativi, l'annata di Belotti è stata comunque caratterizzata da momenti iconici e indimenticabili sul piano personale: uno di questi, come dichiarato nell'intervista rilasciata ai canali ufficiali della Roma, è un abbraccio con José Mourinho.
“Quello del mister è stato uno dei gesti che mi ha riempito di più il cuore, perché ha capito lo sforzo che avevo fatto per aiutare la squadra. Quell’abbraccio all’Olimpico al momento della mia sostituzione durante la partita contro l’Inter è una delle cose che mi porterò dentro per sempre perché è stato talmente sincero e vero che mi è arrivato dritto al cuore. Da una parte mi ha reso orgoglioso per aver stretto i denti, dall’altra mi ha fatto apprezzare ancora di più il nostro allenatore che, nonostante tutti i titoli vinti, umanamente è unico, non se ne trovano così in questo mondo”.
C'è spazio anche per un aneddoto simpatico, risalente al giorno della firma con la Roma proprio sul gong del mercato estivo 2022: protagonista un tassista di fede laziale.
"Fine agosto dello scorso anno, era il giorno della firma. Soggiornavo in hotel. Prenoto un ristorante per festeggiare l’ufficialità del mio arrivo in giallorosso e chiamo un taxi. Arriva il taxi, eravamo in tre. Io mi siedo dietro. Il tassista guarda nello specchietto retrovisore, mi riconosce e dice alla persona seduta davanti: tu ti metti dietro e il Gallo viene davanti. Lo assecondo, partiamo e iniziamo a parlare di moduli, di calciatori del presente e del passato, di cosa si prova a scendere in campo e ogni tanto i discorsi sono intervallati da un nun ce credo…c’ho il Gallo in macchina!. Arrivati a destinazione, facciamo una foto, mi abbraccia e mi fa: te devo di’ ‘na cosa… te stimo tanto, ma so’ della Lazio… e te vojo bene lo stesso".
