Una decina d'anni fa il Bayern Monaco faceva crescere in casa due giovani terzini sinistri che potevano diventare il futuro del club. Uno si chiamava David Alaba ed effettivamente ha rispettato tutte le aspettative. L'altro invece ha avuto una carriera più tormentata e meno di successo negli ultimi 6 anni, che l'ha portato fino a dover scendere di categoria, in 2.Bundesliga. Il suo nome? Diego Contento.
Il classe 1990, nato a Monaco di Baviera ma di chiare origini italiane - doppia nazionalità - è ufficialmente un nuovo giocatore del Sandhausen, club che milita nella seconda serie del calcio tedesco, senza una grande storia alle spalle e anche con ambizioni ridotte a livello di promozione in Bundesliga.
Una ripartenza per Contento, che potrà tornare a giocare a calcio dopo non esserci praticamente mai riuscito negli ultimi due anni, trascorsi in Bundesliga col FortunaDüsseldorf e conclusi con la retrocessione all'ultima giornata della stagione appena terminata. Per lui una sola presenza, alla prima. 22 minuti contro il Rot-Weiss Koblenz prima di rompersi il crociato, saltare tutto l'anno e non trovare mai più spazio coi grandi. Solo tante panchine, prima di finire ai margini nelle ultime settimane.
Il Fortuna lo aveva prelevato nel 2018 dal Bordeaux con altre speranze. Voleva riportare in Germania un giocatore su cui c'erano molte attenzioni, anche perché fino al 2014 era stato parte integrante del BayernMonaco che aveva vinto tutto nel 2013 con Heynckes in panchina - Bundesliga, Champions League, DFB-Pokal - e l'anno dopo con Guardiola aveva dominato il campionato. 69 presenze complessive con la maglia dei bavaresi. Nell'ultimo anno aveva incassato anche i complimenti di Pep.
“Sono molto contento di Diego, ho un altro grande mancino in grado di giocare da difensore centrale. Voglio fargli i complimenti per come sta giocando, mi dà una grande alternativa”.
gettyDall’esordio a 19 anni alle sfide di Champions League giocate da titolare: le semifinali del 2010 vinte col Lione, ma anche la grande delusione della finale del 2012 persa all'Allianz Arena con il Chelsea. Cinque anni nel giro della prima squadra vissuti a pieno prima di cercarsi una maglia da titolare al Bordeaux, messo fuori dal progetto tecnico di Guardiola, che aveva voluto Juan Bernat come vice Alaba. Poi l'addio, il Bordeaux, il sogno del Napoli. Quasi un obbligo morale per uno che si chiama Diego Armando.
"Ha vinto lo scudetto due giorni prima che nascessi, se non fosse successo forse porterei un altro nome".
Niente ritorno in Italia, ma un passaggio in Francia, poi la voglia di rilancio in Bundesliga col Fortuna. Fino al Sandhausen - segnalatosi ultimamente per aver battuto 1-5 l'Amburgo e aver tolto allo storico club del nord della Germania la possibilità di giocarsi lo spareggio promozione. Dall'anno prossimo nella squadra del Baden-Württemberg ci sarà anche un italiano.


