Il Manchester United ha battuto per 2-1 la Juventus all'Allianz Stadium, rilanciando le proprie ambizioni di qualificazione agli ottavi di finale di Champions League ed anche di primo posto a scapito proprio dei bianconeri.
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Al fischio finale il tecnico dei Red Devils Josè Mourinho , che nel corso della gara di andata di due settimane fa all'Old Trafford aveva risposto ai cori dei tifosi juventini mostrando il numero 'tre' in ricordo della vittoria ottenuta nel 2010 quando sedeva sulla panchina dell'Inter, ha voluto prendersi la propria rivincita sugli altri fischi ricevuti, portando la mano all'orecchio in segno di provocazione.
Un gesto che non è piaciuto al difensore bianconero Bonucci , che gli si è avvicinato per chiedere spiegazioni ma che poco dopo è stato allontanato dai compagni di squadra per evitare che la situazione potesse degenerare. Mourinho, non contento, ha proseguito nella ripetizione del gesto fino all'ingresso nel tunnel degli spogliatoi.
Getty ImagesQuesto il suo commento ai microfoni di Sky Sport. "Sono stato insultato per 90 minuti, al fischio finale non ho offeso nessuno ma ho solo fatto il gesto di voler sentire un po' di più. A freddo forse non lo avrei fatto, ma la gente non può permettersi di insultare la mia famiglia ed anche la mia famiglia interista.
La squadra ha fatto una squadra al massimo livello, non possiamo fare più di questo. Siamo venuti qui a giocare contro una squadra che ha un potenziale diverso rispetto a noi, nel finale siamo riusciti anche a vincerla, ma è una vittoria positiva che abbiamo voluto ".
In conferenza stampa lo Special One ha ribadito il suo messaggio: "Forse le altre vittorie eroiche del Manchester United qui sono arrivate quando era un top team, ora sono loro un top team. Hanno grandi giocatori e possono vincere tutto. Offesa ai tifosi della Juventus? Mi hanno offeso loro, la mia non è un'offesa. A freddo non l'avrei fatto ovviamente, sarei andato a casa".
Il passato nerazzurro e le frizioni con il popolo dello Stadium, Mourinho spiega: "Sono loro che non hanno dimenticato. Io faccio il mio lavoro, per me vincere contro la Juve è una gioia perchè è una super squadra, non perchè è nemica della mia Inter".
"Loro hanno una squadra più forte di noi, ma abbiamo giocato a viso aperto, con fiducia. E' un girone veramente difficile, anche vincendo in uno stadio così complicato non basta, abbiamo bisogno di altri tre punti", ha concluso il portoghese.




