Al 64' l'Atletico Madrid aveva praticamente perso: al Wanda Metropolitano era andato in scena l'ennesimo psicodramma di una stagione molto, molto difficile per i giocatori di Simeone. Il Valencia, però, non aveva fatto i conti con il "Cholismo".
Perché sì, al 64' Cunha ha dato un motivo per sperare: una di quelle spinte che cambiano la serata, stravolgendo persino i due goal, quelli di Musah e Duro, che avevano permesso agli ospiti di andare all'intervallo con il doppio vantaggio.
Poi sapete com'è e come va in questi casi: una squadra spinge, l'altra si difende: il recupero è sostanzioso. Sette minuti: c'è tempo, è praticamente un'altra gara.
Al 91' arriva il pari dell'Atletico Madrid con Correa, che con il mancino ha battuto Domenech per il 2-2: palla al centro, perché c'è ancora tanto da giocare.
Il Valencia perde praticamente subito palla, i Colchoneros spingono: palla a Cunha che prova un tiro totalmente fuori misura che, però, finisce sul secondo palo dove c'è Hermoso che da due passi insacca. Il Wanda Metropolitano esplode, i giocatori corrono a destra e sinistra.
La panchina si stacca, guidata dal "Cholo" Simeone e finisce in mezzo ai tifosi: ce l'ha fatta. L'Atletico Madrid ce l'ha fatta ancora, anche se i presenti stentano a crederci.
Persino lo stesso Simeone si fa trascinare dall'euforia del momento e non riesce a trattenere le lacrime: l'Atletico vince e si porta a -4 dal Betis Siviglia terzo, ma con una gara in meno. Sembrava finita, e invece no. Eccolo, in poche parole, il calcio.




