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Atalanta MilanGoal

Atalanta-Milan e quel mondo capovolto: dal 5-0 del 2019 allo 0-2 valso la Champions

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Non c'è solo il derby della Mole tra Torino e Juventus ad accendere la settima giornata di Serie A: riflettori puntati anche sulla sfida del 'Gewiss Stadium' tra Atalanta e Milan, che negli ultimi anni ci ha sempre regalato emozioni forti sia per quanto riguarda la qualità del gioco che gli obiettivi posti dalle due squadre, divenute rivali per la lotta Champions.

Una sfida dal sapore speciale soprattutto per Stefano Pioli, che proprio a Bergamo ha vissuto il punto più basso della sua gestione: dopo il clamoroso 5-0 del 22 dicembre 2019 c'erano tutti i presupposti per un nuovo ribaltone in panchina, poi scongiurato grazie ad una serie di risultati positivi che hanno segnato la rinascita rossonera dopo il primo lockdown.

Una squadra abulica e senza un'identità di gioco, sopraffatta sotto ogni aspetto da un'Atalanta straripante e trascinata dal 'Papu' Gomez, oltre che da Gosens, Pasalic e Ilicic: quello era un Milan profondamente diverso, ancora orfano di Ibrahimovic che sarebbe sbarcato a Milano soltanto pochi giorni più tardi, ergendosi a leader di una rivoluzione tecnica e, soprattutto, psicologica.

L'arrivo dello svedese ha cambiato l'intero scenario e il destino dello stesso Pioli, a lungo insidiato dal 'fantasma' di Rangnick: la sua presenza ha spinto i compagni di squadra a dare più del massimo, scatenando così una sana 'sfida' interna volta al miglioramento individuale e, di riflesso, di un collettivo fino a quel momento in balia di se stesso.

E' giusto affermare, quindi, come il punto più basso della gestione Pioli sia coinciso con l'inizio della scalata dopo aver raschiato il fondo del barile e aver sfiorato la caduta nel precipizio del fallimento, con il suo culmine raggiunto lo scorso 23 maggio in occasione dell'ultima giornata della Serie A 2020/21.

Di nuovo l'Atalanta sulla strada del Milan, stavolta con più certezze che hanno permesso di mascherare l'assenza di Ibrahimovic, messo ko da un infortunio: in altri tempi il forfait dello svedese avrebbe assunto un senso catastrofico, completamente cancellato dall'amalgama di un gruppo capace di colmare le piccole lacune tecniche con la coralità.

Il posto di Ibrahimovic, almeno per quanto riguarda l'aspetto realizzativo, è stato preso dal grande ex Franck Kessié, giustiziere dell'Atalanta con la doppietta che ha regalato la vittoria e il secondo posto finale al Milan, tornato in Champions League dopo sette lunghi anni di patemi infernali.

Non che l'inferno non sia il posto adatto per il 'Diavolo', ma a volte è necessario stravolgere tutti i canoni e puntare al paradiso: raggiunto dopo un percorso durato un anno e mezzo, la chiusura perfetta di un cerchio generato da quella partita pre-natalizia che sembrava essere l'inizio della fine.

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