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Simone Andrea Ganz AscoliInstagram (@simoneandreaganz)

Ascoli-Verona, Ganz contro il suo passato: in Veneto fu flop

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La carriera di Simone Andrea Ganz non è ancora definitivamente decollata: dopo tanti cambi di maglia, il figlio d'arte prova a rilanciarsi tra le file dell'Ascoli, squadra che a inizio anno ha deciso di dargli fiducia nonostante numeri del tutto negativi.

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Ennesima possibilità dopo averne sprecate tante: una di quelle maggiormente vivide resta quella della stagione 2016/2017, quando il Verona lo acquistò in prestito dalla Juventus. La 'Vecchia Signora' se lo assicurò a parametro zero dal Como, squadra in cui si è tolto finora le maggiori soddisfazioni.

Al 'Bentegodi', Ganz venne offuscato dall'ombra di Giampaolo Pazzini, capocannoniere di quel torneo con ben 23 reti: per il classe 1993 appena quattro goal in campionato su un totale di 21 apparizioni, molte delle quali da subentrato.

E dire che l'inizio non fu niente male: goal all'esordio in Coppa Italia contro il Foggia, episodio isolato di una stagione buia a livello personale, non per quanto riguarda i risultati della squadra che ottenne la promozione nella massima serie.

La Juventus si decise a cederlo nell'estate del 2017 al Pescara, altro capitolo negativo (zero reti in campionato e una in Coppa Italia) terminato a gennaio 2018 con l'approdo all'Ascoli, con cui ora affronterà proprio il Verona in uno scontro in grado di evocare soltanto brutti ricordi.

Con Vivarini in panchina, Ganz sembra aver trovato l'equilibrio giusto per far bene: dopo tre panchine consecutive, ha conquistato la fiducia del tecnico che lo sta schierando con regolarità nell'attacco marchigiano, nel tridente con Ninkovic e Beretta.

Il goal realizzato sul campo del Foggia (sì, ancora lui) è un segnale positivo ma da prendere con le pinze, a giudicare dai precedenti: per raggiungere i livelli di papà Maurizio serve ben altro e Ganz lo sa benissimo.

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