Massimiliano Allegri ha trovato la quadratura del cerchio. Di centrocampo. Dal momento del suo ritorno sulla panchina della Juventus, il tecnico livornese ha impiegato diverso tempo per trovare quale fosse la miglior soluzione per far rendere al meglio la sua linea mediana.
Diversi gli esperimenti messi in atto da Allegri, che alla fine del percorso ha individuato in Arthur l'uomo giusto intorno al quale costruire un centrocampo di sostanza e qualità.
Il rilancio del brasiliano è stato decisivo anche al cambio di modulo, con i bianconeri che sono progressivamente passati al 4-3-3.
Nell'idea di calcio del tecnico infatti è fondamentale che i giocatori nella linea di metà campo siano in grado di fornire i giusti tempi di gioco, smistando passaggi e disegnando geometrie per il reparto offensivo.
Allo stesso tempo chi fa parte della mediana deve mettere a disposizione della squadra fisicità e passo utili ad assistere la difesa durante le fasi di ripiegamento inevitabili nel corso dei 90 minuti.
Ecco dunque che a sopperire alle mancanze difensive di Arthur provvede Locatelli, che ha nel suo bagaglio tecnico fisico e gamba giusti non solo per dare una mano al reparto arretrato ma anche per rappresentare un discreto pericolo con gli inserimenti in zona di finalizzazione.
A questi due si aggiunge Rabiot, che malgrado qualche sbavatura e cartellino di troppo, riesce a fornire adeguata copertura in entrambe le fasi di gioco.
Non un caso dunque che nelle ultime tre partite vinte dalla Juventus tra campionato e Coppa Italia fosse presente in campo questo terzetto mediano.
Con buona pace di Zakaria, che al netto dell'infortunio e malgrado l'esordio bagnato con un goal e l'accoglienza da star del centrocampo, sembra già aver perso qualche gradino nelle gerarchie della Juventus.


