Calciomercato più importante dell'antidoping? Non secondo la Federcalcio inglese, cui Arsenal e Manchester United dovranno fornire spiegazioni convincenti per l'assenza di Alexis Sanchez al controllo antidoping effettuato dai medici della FA lunedì scorso al campo d'allenamento dei Gunners.
Secondo il regolamento in vigore, i club devono programmare i propri allenamenti d'inizio settimana in maniera tale che i propri calciatori siano disponibili in qualsiasi momento per sottoporsi ai controlli antidoping. Lunedì, invece, quando gli incaricati della FIG si sono presentati all'Arsenal Training Center hanno constatato l'assenza dell'attaccante.
Sanchez, infatti, in quel mentre era in viaggio verso Liverpool per completare le formalità per il suo trasferimento al Manchester United. Una situazione che, però, considerato che il calciatore era ancora tesserato per l'Arsenal, non avrebbe dovuto esimerlo dall'essere presente al controllo antidoping.
"Da un punto di vista amministrativo era ancora una nostra responsabilità - ha affermato in conferenza stampa il tecnico dei Gunners Arsène Wenger - considerato che in quel frangente Sanchez non aveva ancora completato il trasferimento. Lunedì era un giorno speciale per Alexis e di certo molto impegnativo, occupato com'era assieme al suo agente per completare le formalità per il trasferimento. Di certo, l'aver saltato il test antidoping è stato per lui un episodio più unico che raro".
Wenger non crede che l'episodio possa portare a sanzioni particolari nei confronti del calciatore... "Sanchez è stato controllato così tante volte dall'antidoping che non ho alcun dubbio che non ci saranno problemi per lui in tal senso - ha proseguito il tecnico - E' stato solo una giornata no sotto tale aspetto, ma le intenzioni di Alexis non erano certo quelle di evitare il test".
Ancora non è dato a sapere quali saranno le eventuali sanzioni che la FA prenderà nei confronti dell'Arsenal o del calciatore, ma sembra davvero improbabile possa esserci una sanzione severa nei confronti di Sanchez, come quella che nel 2003 squalificò per ben otto mesi Rio Ferdinand colpevole di aver saltato un test antidoping.




