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Dybala Arrivabene GFXGetty Images

Arrivabene fa il punto su Dybala: "In autunno avevamo trovato l'accordo, nulla è ancora deciso"

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La Juventus prova a lasciarsi alle spalle l'eliminazione dalla Champions League e si proietta al futuro, passando per il presente e puntando sulla programmazione: "Fidatevi di questa Juve", esclama Maurizio Arrivabene, direttore bianconero.

L'amministratore delegato della "Madama", intervenuto ai microfoni del "Corriere dello Sport", ha approfondito i temi legati all'attuale stagione, svelando diverse strategie del domani bianconero.

"L'eliminazione? L’obiettivo di questa stagione era il passaggio agli ottavi e il posto in Champions League per la prossima. Raggiunto il primo, abbiamo proceduto partita dopo partita. L’uscita è stata spiacevole, ma non cambia di una virgola i nostri piani. La società è focalizzata su un progetto triennale nel quale deve coesistere l’aspetto finanziario con quello sportivo, i conti con i risultati del campo. Alla Juve è cambiata la struttura, siamo qui non per ricostruire, ma per costruire. Agnelli è distratto dalla Superlega? Proprio per niente: è presente nel quotidiano, ma la Superlega è un tema che non si può abbandonare".

Uno dei punti di svolta della stagione ancora in corso è stato senza dubbio l'arrivo di Dusan Vlahovic in bianconero: Arrivabene ha ricostruito la dinamica dell'affare.

"Vlahovic e Zakaria sono acquisti fatti in funzione di questa stagione: l'accelerazione di gennaio ha motivazioni evidenti. Attorno a Dusan c’erano dei movimenti, soprattutto di club stranieri. Abbiamo considerato che se ci fossimo spinti fino a giugno probabilmente non saremmo risultati competitivi nell'asta con inglesi e spagnoli. Abbiamo verificato se ci fossero le condizioni per prenderlo subito, individuato le eventuali uscite in grado non dico di pareggiare l’investimento ma di renderlo sostenibile. Poi ci sono stati l’incontro con Joe Barone e poi, ottenuto il sì della Fiorentina, quello con gli agenti di Dusan. Non è vero che avevamo già un accordo con il giocatore, è un falso assoluto. Abbiamo rischiato di finire sotto ricatto, se ci fossimo presentati da Barone con l'accordo con gli agenti la Fiorentina avrebbe potuto alzare il prezzo".

L'altro tema caldo, ovviamente, è quello relativo al futuro di Paulo Dybala alla Juventus.

"In autunno abbiamo trovato l'accordo, vero, poi le cose sono decisamente cambiate. L’inverno scorso c’è stato l’aumento di capitale da 400 milioni, che serviva ad aggiustare i conti, ma non per il mercato, in più aspettavamo la semestrale, di conseguenza si sono rese necessarie nuove valutazioni riassumibili nei quattro parametri. L’aspetto tecnico, il numero delle presenze effettive, la durata del contratto e il valore economico attribuibile al singolo giocatore. Parametri che devono essere rispettati. Abbiamo scelto di far slittare l’incontro semplicemente perché il tecnico ha voluto mettere in bolla la squadra. Il giorno dell’ultimo contatto con l’agente, non ricordo con precisione la data, ma era metà dicembre, alla domanda “possiamo ritenerci liberi?”, risposi sì, ma solo perché non avrei potuto chiudere l’operazione in quel preciso momento. Fu un atto di estrema onestà. Se faremo un'offerta al ribasso? Vediamo come si presenta Paulo, nulla è deciso".
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