Colonia amara per l'Inter di Antonio Conte, che dopo un cammino perfetto in Europa League si inchina al Siviglia, padrona della competizione con sei trofei conquistati. L'allenatore salentino ha analizzato la finale amara dopo il triplice fischio, soffermandosi poi sul proprio futuro.
Ai microfoni di 'Sky Sport', il tecnico nerazzurro ha commentato la sconfitta contro gli spagnoli.
"La partita è stata dura ed equilibrata, nel secondo tempo l'episodio poteva spostare la partita. Ne abbiamo avute noi un paio a favore, poi c'è stato quell'episodio sfortunato da parte di Romelu e poi lì diventa difficile. Il Siviglia stava abbassando la qualità nel palleggio, il rimpianto arriva fino a un certo punto, i giocatori hanno dato tutto contro una squadra abituata a questo tipo di finali, con giocatori esperti che l'hanno giocata e vinta diverse volte. Questo ha spostato l'ago della bilancia alla fine".
Conte sottolinea la grande esperienza della società andalusa, abituata a giocare questo tipo di partite.
Tanti dei nostri erano alla loro prima esperienza, molti giovani si sono presi una buona dose di esperienza per continuare a giocare queste competizioni. Giocare una finale è tanta roba a livello di esperienza".
L'allenatore nerazzurro parla poi del suo futuro tornando sulle delicate questioni sollevate tempo fa.
"Confronto con il presidente? Ora ci prendiamo qualche giorno di vacanza e poi a mente fredda ci incontreremo ed è giusto così, si analizzerà la stagione e un po' tutto in maniera molto serena, cercheremo di pianificare il futuro dell'Inter, con o senza di me. Ringrazio tutti per questa opportunità, ne è valsa la pena".
Aria di addio per Conte, che passa ai ringraziamenti e parla al passato.
"Questione di punti di vista, di situazioni affrontate e che non mi sono piaciute. Io ho una famiglia, devo capire se la priorità diventa il calcio. Se alcune situazioni devono influire sulla famiglia non va più bene. A tutto c'è un limite. Sarò sempre grato alle persone che mi hanno dato l'opportunità, per fare un'annata bella e un percorso bello. Ma al tempo stesso è stata tosta. Ho già detto quel che pensavo, io non faccio marcia indietro, se si potrà migliorare si farà. Qualcosa è successo, inutile girarci intorno, bisogna capire se c'è la volontà da parte di tutti di non ripetere un altro anno per quanto riguarda il sottoscritto".
L'allenatore salentino ribadisce le cose che non ha gradito nel corso della sua prima stagione nerazzurra, tirando in ballo anche presidenza e dirigenza.
"A prescindere da tutto per me ne è valsa la pena. Il che non vuol dire niente di particolare, solo che ringrazio l'ambiente a cui comunque ho dato tanto. Non c'è nessun rancore, non penso che neanche nella dirigenza ne abbiano nei miei confronti. La questione è di punti di vista e di alcune situazioni che ho affrontato quest'anno e che non mi sono piaciute. Ci sono tante situazioni che dovranno essere valutate, da me e dal presidente. Anche Marotta e Ausilio li ringrazierò perché mi hanno scelto loro. Poi è giusto capire cosa è successo. Ci sono dei risvolti di vita privata che sono stati intaccati e non va bene".
In conferenza stampa arriva la smentita sulla natura negativa del rapporto con il presidente Steven Zhang.
"Voglio chiarire questa importante situazione, mi ha dato fastidio leggere certe cose sui giornali: è passato il concetto che tra me e Steven il rapporto non fosse buono o che suo padre fosse stizzito. Evidentemente qualcuno aveva interesse a far passare una notizia del genere. Il rapporto con il presidente e la proprietà rimarrà molto forte, posso solo ringraziarli per avermi concesso questa opportunità. Devo fare delle riflessioni e capire, c'è anche una vita privata".




