Una partita pazzesca, con tutti i crismi della leggenda: l'Argentina è campione del mondo per la terza volta, battuta la Francia alla fine di una battaglia sportiva che ci ricorderemo per sempre, impressa nelle menti di chiunque ami il gioco del calcio nella sua essenza più pura.
A far festa è Lionel Messi, capopopolo e leader maximo di un gruppo trascinato fin dalla fase a gironi, iniziata nel modo peggiore con una sconfitta inattesa contro l'Arabia Saudita: inutile il rigore trasformato dalla 'Pulce', rimontato dai sigilli di Al-Shehri e Al-Dawsari.
Un esordio shock per l'Albiceleste (pari a quello col Camerun nell'edizione del 1990, conclusa con l'amarezza in finale contro la Germania Ovest), che ha poi rimesso in sesto i pezzi dei suoi Mondiali chiudendo il girone al primo posto: stesso percorso della Spagna nel 2010 in Sudafrica, unica altra circostanza in cui la squadra campione aveva subìto un k.o. alla prima uscita nel raggruppamento.
Allora le 'Furie Rosse' guidate da Vicente del Bosque vennero battute dall'insospettabile Svizzera grazie alla rete decisiva di Gelson Fernandes: la Spagna, così come l'Argentina, seppe riorganizzarsi vincendole tutte, compresa la finale al cospetto dell'Olanda con lo spunto di Iniesta a pochi minuti dai calci di rigore.
L'Argentina ha avuto un cammino un po' più tortuoso verso la vittoria: 2-1 col brivido finale contro l'Australia agli ottavi e, soprattutto, rigori che hanno sorriso ai quarti contro l'Olanda di van Gaal, capace di rimontare due reti in pochi minuti nel finale proprio come la Francia.
Per non parlare, ovviamente, della sofferenza immane dell'ultimo atto che ha consegnato alla storia una delle partite più belle ed emozionanti di sempre: un inno al calcio che, stavolta, ha sorriso a Lionel Messi e al suo desiderio di includere nella propria bacheca l'unico trofeo che davvero gli mancava.
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