La situazione di classifica del Brescia non è delle migliori. Le Rondinelle si trovano al penultimo posto in Serie B, con soli 25 punti raccolti fino a questo momento.
L'umore è pessimo e i continui cambi in panchina non sembrano aiutare l'ambiente a trovare stabilità. L'arrivo di Daniele Gastaldello ha fatto salire a quattro il numero di allenatori che in questa stagione hanno guidato il Brescia.
Un'atmosfera tesa, che ha portato a una contestazione anche violenta nei confronti dei dirigenti della società lombarda.
Nella conferenza stampa tenutasi oggi a Torbole Casaglia, il direttore generale Luigi Micheli ha reso noto che lui e altri dirigenti sono stati bersaglio di lancio di uova.
“C’è una contestazione in atto che ha superato il civile convivere. Una cosa sono gli striscioni, un’altra sono il lancio di uova verso gli uffici nei quali c’era gente che lavorava e il tentativo di aggressione Cellino all’uscita da Torbole dove c’erano anche delle cinghie….Tutto questo, una società non può tollerarlo. Adesso verranno fatte delle denunce: chi fa certe cose deve assumersi le proprie responsabilità“.
Secondo il dg bresciano, a causare malumore eccessivo e la conseguente reazione accesa della tifoseria è stata anche la comunicazione.
“Si è creato un clima dettato anche da una campagna denigratoria di una parte della stampa bresciana. Veniamo descritti come una società di scappati di casa. Dal punto di vista organizzativo siamo portati ad esempio. Non come la Reggina che non paga l’Irpef”.
