Massimiliano Allegri è entrato nella storia del calcio italiano: è lui il primo tecnico capace di fare doppietta (Serie A e Coppa Italia) per la quarta stagione consecutiva, facendo bottino pieno in Italia dove il dominio della Juventus appare incontrastato.
Come ogni anno, il futuro dell'allenatore livornese diventa tema caldo, a maggior ragione se dall'Inghilterra arrivano sirene importanti (Chelsea e Arsenal) che non possono passare inosservate e pronte a scatenare un vero e proprio effetto domino nel mercato delle panchine.
Nel dopogara della finale di Roma, Allegri ha però fatto capire come il suo futuro sarà ancora in bianconero: "In serate come queste non parlo di questo, a breve ci incontreremo con la società per parlarne come abbiamo sempre fatto e per capire le cose in cui siamo andati bene e quelle in cui ci sono state delle difficoltà".
"Da bambino ero juventino - continua il tecnico - e sunque sono ancora più felice. Lavorare in una società come la Juventus con un gruppo di grandi uomini prima che giocatori è più semplice. C'è ancora da andare avanti, c'è ancora da fare".
Guai a parlare di successi scontati: "Nel calcio non si può sempre vincere, ci sono gli avversari. Quando sento parlare di trionfi facili mi sa tanto di frasi fatte perché vincere non è ordinario ma straordinario. Bisogna sempre mettersi in discussione e costruire, veniamo da un periodo importante e ripetersi non è facile. Quando ci sono vittorie del genere bisogna godersele".
Non c'è il tempo per pensare: "Se mi fermo a riflettere su quello che abbiamo fatto significa che sono vicino a smettere. Io mi diverto molto, magari tra molti anni parleranno di noi e del mio periodo su questa panchina. Dietro a tutto ciò c'è il lavoro di tante persone dietro le quinte ed è anche grazie a loro che possiamo vivere serate del genere".


