C'è un motivo ricorrente alla base delle aspettative, sempre più importanti, che il mondo del calcio sta nutrendo nei confronti di Federico Chiesa: il suo essere speciale, in campo. Unico, differente dagli altri visti finora.
Un attaccante moderno di cui l'Italia, intesa come sistema calcio e Nazionale, aveva un gran bisogno da tempo, dopo essersi affidata a punte più o meno tradizionali: Chiesa, in poche parole, offre soluzioni fino a non molti anni fa legate all'impiego dei fantasisti, ma con fisico e senso del goal, e della porta, da centravanti puro.
Se con la maglia Azzurra tutto questo si è trasformato in oro, con la conquista degli Europei avvenuta anche e soprattutto grazie ad alcune sue reti pesanti, costante pure dopo il successo di Wembley (è suo il primo goal della squadra di Mancini post-Euro 2020, contro la Bulgaria, al Franchi), in casa Juventus dopo l'addio di Cristiano Ronaldo potrebbero decidere di consegnare le chiavi del reparto offensivo allo stesso Chiesa, sfruttando le sue caratteristiche in una coppia d'attacco che può dire molto.
Ben al di là dell'inizio non felicissimo, con un ambiente stordito dall'addio della propria stella, Massimiliano Allegri ora più che mai punta sulla semplicità: su basi solide. E nonostante l'allenatore livornese sia il primo e indiscusso fautore della lotta alla retorica nel calcio, potrebbe scendere a patti con l'idea di un gioco fatto sì di schemi fondamentali, ma anche di sviluppi e principi come l'occpuazione degli spazi. Insomma: un altro modo di dire "4-3-1-2" o "4-3-3". Il 4-4-2.
Non un ritorno al passato, e a quel che faceva Andrea Pirlo, ma un salto verso il futuro, ripartendo dalla sicurezza: Allegri potrebbe sfruttare la capacità di puntare la porta dello stesso Chiesa, abile a caricare palla al piede e in profondità nei movimenti senza la sfera, negli ultimi dodici metri in coppia con Paulo Dybala, schierando una mediana a quattro composta da Cuadrado e Kulusewski sugli esterni e Bentancur e Locatelli in mezzo.
In questo modo, oltre ad avanzare un giocatore che ha già dimostrato di sentire la porta come pochi, può permettersi di allargare il campo e favorire l'inserimento centrale dei laterali di centrocampo, come anche di Locatelli (che in Nazionale ha mostrato soluzioni offensive interessanti), ricercando un ritmo di giocata più alto.
Nodo centrale resta l'intensità: con un palleggiatore eccellente come Dybala e un mediano che si inserisce, diventa fondamentale saper coniugare le due fasi, ma l'intelligenza tattica di Chiesa, cresciuto sull'esterno del campo, ma ormai sempre più vicino alla porta, dovrebbe consegnare ampi margini di manovra per il ripiegamento degli esterni.
Alla prima allo Stadium contro l'Empoli la coppia ha dimostrato di dover migliorare ancora molto, insieme, ma Allegri (che in rosa ha anche Kean e Morata) ci lavorerà su nel corso delle prossime settimane: Chiesa, intanto, continua a segnare e far segnare. Creare spazi slegandosi dagli schemi tattici ben definiti è una soluzione importante per tutti: pure per la Juve, che dopo l'addio di Cristiano Ronaldo cerca la soluzione giusta per dimenticare proprio il portoghese e rilanciarsi.


