La trattativa per portarlo in Italia è stata effettivamente lunga: in estate i dubbi di Tammy Abraham erano tanti e di diversa natura. Si passava facilmente da quelli ambientali a quelli sportivi, relativi al suo ruolo al Chelsea: alla fine, però, l'attaccante inglese ha scelto la Roma, a ragion veduta.
"La prima telefonata di Mourinho è stata tipo: 'Vuoi goderti un po' di sole o stare sotto la pioggia?'. Volevo giocare in Premier e rimanere in Inghilterra, la mia casa".
Ha scelto di partire, però: da inizio stagione 4 goal in 10 gare tra Serie A e Conference League, un bottino non passato indifferente. Una decisione, quella di trasferirsi, che consiglia vivamente attraverso le pagine del Guardian.
"L'opzione più semplice sarebbe stata quella di rimanere al Chelsea. Però ho capito che dovevo andar via e mettermi alla prova. Certo, cambiare Paese è sempre una cosa coraggiosa da fare, ma lo consiglio ai giovani giocatori inglesi. Dico loro di non avere paura".
L'esperienza appena iniziata gli sta dando tanto, compresa la convocazione in nazionale, sotto la guida di Gareth Southgate.
"Sono andato alla Roma ed è tempo di mostrarmi per quel che sono. Con Mourinho sto imparando più di quanto ho imparato in tutta la mia vita".


