Pubblicità
Pubblicità
Tammy Abraham Roma 2021-22Getty Images

A tutto Abraham: "Forse un giorno tornerò in Premier, Mourinho è il migliore al mondo"

Pubblicità

23 goal totali di cui 15 in campionato, con la reale prospettiva di migliorare un dato già eccezionale di suo: la prima stagione italiana di Tammy Abraham sta procedendo alla grande. Un bene per la Roma, tornata incredibilmente a sperare addirittura nel quarto posto, ora distante cinque lunghezze.

Contro la Sampdoria è arrivata una vittoria pesante firmata Mkhitaryan: il bomber inglese è rimasto a secco, ma il suo apporto offensivo resta comunque degno di nota nell'economia della gara del 'Ferraris'. Intervistato da 'talkSPORT', il classe 1997 ha spiegato il motivo principale che lo ha convinto a sposare la causa giallorossa la scorsa estate.

"Mourinho è stato un fattore che mi ha convinto, sì. Da giovane inglese volevo restare in Inghilterra, mi volevano la Roma, l'Atalanta e altre squadre: volevo rimanere in Premier perché avevo molto da dimostrare. Poi i miei genitori e il mio agente mi hanno fatto sedere e mi hanno detto: 'Hai segnato con Chelsea, Swansea e Bristol City, ora vai e vivi la tua vita all'estero'. Quando parlavano mi sono reso conto che non molti giocatori possono dire di aver fatto bene in Serie A e in un club come la Roma. Non mi sottraggo mai ad una sfida, sono ancora giovane e questo è il momento migliore per affrontarla".

Solo elogi per Mourinho, vero e proprio motore motivazionale per Abraham.

"Mourinho lo conosciamo tutti. C'è un motivo se lo considero il migliore allenatore del mondo: sa come guidarti, sa come entrarti sotto la pelle e sa come farti sentire un giocatore molto speciale. Per lui voglio sempre fare del mio meglio, mi spinge a farlo: quando sento di aver dato abbastanza, mi dice di dare di più. L'ho sperimentato da ragazzo, quando mi allenavo con la prima squadra del Chelsea: con me era sempre duro e mi spingeva a migliorarmi, era esattamente quello di cui avevo bisogno dopo una stagione complicata. Venire qui e avere un tecnico come Mourinho, non fa che accrescere la fiducia".

Abraham gode anche della stima del ct inglese Southgate.

"Mi ha mandato un messaggio prima della pausa internazionale. Penso che abbia visto la mia partita con la Lazio, mi ha detto che ama il modo in cui gioco, la mia passione e che ho bisogno di portare avanti quella mentalità e quella fame. È bello sapere che ciò ti viene riconosciuto anche quando giochi fuori dall'Inghilterra".

Il goal è l'ossessione costante di Abraham.

"Io sono la mia concorrenza. Se in una partita non segno e non gioco bene, allora la notte non riesco a dormire... e se perdo un'opportunità e poi segno, sono ancora più arrabbiato perché avrei voluto segnare di più".

Impossibile dire cosa riserverà il futuro, ma una cosa è certa: il desiderio di tornare in Premier dopo aver vinto con la Roma è più che reale.

"Quando vedo articoli col mio nome collegato ad altri club mi sento bene, è bello vedere il proprio nome sui giornali. Io però devo rimanere concentrato per fare bene a Roma, non so cosa mi riserverà il futuro. Ovviamente sono cresciuto in Inghilterra, sono un ragazzo londinese, quindi forse un giorno tornerò in Premier League per dire la mia anche lì. In questo momento penso solo alla Roma, sul meglio che posso fare per cercare di vincere qualche trofeo".
Pubblicità
0