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Marotta LukakuGetty Images

A tutto Marotta: "Lukaku al Chelsea per prendere il doppio, oggi non potrei comprarlo"

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Gli ultimi numeri di bilancio attestano le grosse difficoltà economiche incontrate soprattutto dai grandi club, Inter e Juventus in primis: il calcio italiano è indebitato all'inverosimile e l'emergenza sanitaria di certo non aiuta nel processo di ripresa.

Il ritorno del pubblico allo stadio è un passo in avanti per uscire dal tunnel, anche se la strada da fare è ancora molto lunga: ne è convinto Giuseppe Marotta che, nell'intervista concessa al 'Corriere della Sera', si è soffermato sul progetto Superlega e sulla situazione generale dell'Inter.

"La Superlega è un grido d’allarme, di disperazione, di alcune società con un forte obiettivo competitivo. Va rivisto il modello organizzativo".

"Nella forma potevamo agire meglio, ma il fine giustifica i mezzi. Covid e indebitamento affogano i club. La difficoltà è coniugare i concetti di business e meritocrazia".

La ricetta per la Serie A è presto detta: due squadre in meno come nel 2003/2004, ultima stagione con 18 partecipanti prima del passaggio a 20.

"Si deve scendere a 18 squadre e non solo. Le leghe inferiori stanno in piedi grazie a un concetto mutualistico di assistenza. Per le leghe minori si potrebbe reintrodurre il semiprofessionismo".

Com'è la situazione attuale dell'Inter?

"Siamo usciti dal tunnel. C’è stabilità, la cassa dà tranquillità. Zhang ha passione. Il presidente ha ribadito più volte il proprio impegno a lungo termine nell’Inter".

Però Lukaku e Hakimi non ci sono più.

"Vendo Lukaku a 115 milioni e lo sostituisco con Dzeko a zero: sul campo non c’è questo divario. Lukaku è andato via per prendere il doppio, in Italia certe cifre non possono esistere. Nel 2000 la serie A fatturava più di tutti, in 20 anni siamo diventati periferici".

"Inter da Scudetto? Sì. Non dobbiamo dispensare illusioni, ma l’ambizione è parte integrante del club. Dopo 8 giornate è presto per i bilanci, ce la giochiamo con tutti. L’obiettivo resta qualificarsi per la Champions».

Ancora uno sguardo a un mercato impoverito.

"Non sono consentiti investimenti rilevanti. Oggi Lukaku a 75 milioni non potrei comprarlo. Ma non ci possiamo accontentare, servono investimentimirati e contenuti".

Chiusura con la separazione con Antonio Conte.

"Non abbiamo litigato. È un argomento delicato, dovrebbe esserci lui per discuterne tutti insieme".

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