La norma del vantaggio: un'arma a doppio taglio. Se applicata con tempismo e intelligenza, "snellisce" il gioco, dando un tocco di classe all'arbitraggio; se interpretata male, invece, crea equivoci dai quali può essere difficile uscire per l'arbitro. La partita da approfondire è Palermo-Napoli...
L'EPISODIO
Palermo-Napoli è una delle partite pomeridiane della trentaquattresima giornata. Arbitra l'incontro Antonio Damato di Barletta; gli assistenti sono Roberto Romagnoli e Nicola Andrea Nicoletti, entrambi della sezione di Macerata.
E' il 45' del primo tempo; le due squadre sono in parità: Pastore serve Migliaccio al limite dell'area con un colpo di tacco. Il rosanero, entrato in area di rigore, punta dritto verso la porta del Napoli; un istante prima della conclusione, però, viene fermato in maniera irregolare da Maggio. Nel contrasto il pallone finisce a Nocerino, che supera De Sanctis con un tocco d'esterno. Se Damato non avesse interrotto l'azione un attimo prima, sarebbe stato il gol del vantaggio. E invece: calcio di rigore al Palermo per il fallo su Migliaccio e ammonizione per Maggio. Accese le proteste dei rosanero.
L'ANALISI
Se l'arbitro avesse atteso un istante prima di fischiare, avrebbe risparmiato al Palermo il "rischio" di dover tirare un calcio di rigore. Ci si può chiedere, però, cosa sarebbe successo nel caso in cui, concesso il vantaggio, Nocerino non avesse segnato. Come avrebbe dovuto comportarsi l'arbitro? Ha fatto bene Damato a non correre rischi, punendo con tempestività la scorrettezza di Maggio? Si può ragionare, inoltre, anche sul provvedimento disciplinare con cui l'arbitro ha punito la scorrettezza del difensore. Considerata la posizione di Migliaccio, si tratta di una chiara occasione da gol?
LE RISPOSTE AL REGOLAMENTO
Le regole da analizzare sono la numero 5 (l'arbitro) e la numero 12 (falli e scorrettezze).
REGOLA 5
VANTAGGIO
L’arbitro può applicare il vantaggio ogni volta che si verifica un’infrazione o viene commesso un fallo. L’arbitro deve considerare le seguenti circostanze nel decidere se applicare il vantaggio o interrompere il gioco:
• la gravità dell’infrazione: se l’infrazione è meritevole di un’espulsione, l’arbitro interromperà il gioco ed espellerà il calciatore a meno che non si delinei un’evidente opportunità di segnare una rete;
• il punto in cui viene commessa l’infrazione: quanto più questa viene commessa vicino alla porta avversaria, tanto più efficace può essere il vantaggio;
• le possibilità di sviluppo di un attacco immediato e pericoloso verso la porta avversaria;
• il livello agonistico della gara.
La decisione di punire l’infrazione originaria deve essere presa entro pochi secondi. Se l’infrazione è meritevole di ammonizione, il cartellino verrà mostrato alla prima interruzione del gioco. Tuttavia, a meno che non ci sia un vantaggio evidente, si raccomanda all’arbitro di interrompere il gioco e ammonire immediatamente il calciatore. Se l’ammonizione NON viene notificata alla prima interruzione, essa NON potrà essere notificata in seguito.
[...]
10. Quando e come deve essere applicato il “vantaggio”? L’arbitro deve lasciar proseguire il gioco, in presenza di un’infrazione, nei casi assolutamente evidenti in cui ritiene che interrompendolo risulterebbe avvantaggiata la squadra che ha commesso l’infrazione stessa. Qualora il presunto vantaggio non si concretizzi nell’immediatezza (entro 1-2 secondi), l’arbitro interromperà il gioco e punirà l’infrazione iniziale. Sia che interrompa il gioco o no, l’arbitro, se necessario, dovrà comunque assumere l’eventuale sanzione disciplinare.
REGOLA 12
IMPEDIRE LA SEGNATURA O UN’EVIDENTE OPPORTUNITÀ DI SEGNARE UNA RETE
Ci sono due infrazioni punibili con l’espulsione relative all’atto di impedire ad un avversario l’evidente opportunità di segnare una rete. Non è necessario che l’infrazione si verifichi all’interno dell’area di rigore. Se l’arbitro applica il vantaggio durante un’evidente opportunità di segnare una rete e nell’immediatezza questa viene segnata nonostante un calciatore si renda colpevole di un fallo di mano o di un fallo ai danni dell’avversario, egli non dovrà essere espulso ma dovrà essere comunque ammonito, salvo che non si tratti di un grave fallo di gioco. Gli arbitri per decidere se espellere un calciatore per aver impedito la segnatura di una rete o un’evidente opportunità di segnare una rete devono considerare i seguenti fattori:
- La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta;
- La probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone;
- La direzione dello sviluppo dell’azione di gioco;
- La posizione ed il numero dei difensori;
- L’infrazione che impedisce ad un avversario un’evidente opportunità di segnare una rete può essere un’infrazione sanzionabile con un calcio di punizione diretto o un calcio di punizione indiretto.
IL VERDETTO
Prima di analizzare la questione del vantaggio, è meglio far chiarezza sul provvedimento disciplinare. L'azione di Migliaccio, a norma di regolamento, è una chiara occasione da gol: é dentro l'area, poco oltre il dischetto del rigore; il rosanero è in possesso del pallone, punta la porta e sta per concludere a rete; non c'è nessun altro difensore che, nell'immediato, possa impedirne la conclusione. Una volta fischiato il rigore, Maggio andava espulso.
Il vantaggio: Damato doveva essere meno precipitoso e valutare l'azione con maggiore attenzione. Lasciar giocare, vista la vicinanza alla porta e la pericolosità dell'azione, sarebbe stata la decisione più efficace. A rimetterci, nella sanzione del fallo, è stato il Palermo. Paradossale, ma se l'arbitro, una volta fischiato il fallo, avesse adottato il provvedimento disciplinare adeguato, anche il Napoli avrebbe potuto avere qualcosa da ridire: Maggio, a vantaggio concretizzato, avrebbe evitato l'espulsione.
La regola 5 inoltre, nel caso Nocerino non avesse segnato, avrebbe dato la possibilità a Damato di assegnare il calcio di rigore e punire disciplinarmente l'intervento del giocatore azzurro. Dopo il fallo di Maggio, l'azione si è conclusa infatti con quella "immediatezza" (uno, due secondi al massimo) che avrebbe permesso al direttore di gara di tornare sui propri passi.
L'arbitro pugliese poteva essere giustificato soltanto se, una volta fischiato il rigore, avesse espulso il difensore. Una giustificazione parziale però: di fronte (e, se c'è da espellere un giocatore, soltanto in questo caso) a una evidente opportunità di segnare una rete, la concessione del vantaggio resta la decisione migliore.

L'EPISODIO
Palermo-Napoli è una delle partite pomeridiane della trentaquattresima giornata. Arbitra l'incontro Antonio Damato di Barletta; gli assistenti sono Roberto Romagnoli e Nicola Andrea Nicoletti, entrambi della sezione di Macerata.
E' il 45' del primo tempo; le due squadre sono in parità: Pastore serve Migliaccio al limite dell'area con un colpo di tacco. Il rosanero, entrato in area di rigore, punta dritto verso la porta del Napoli; un istante prima della conclusione, però, viene fermato in maniera irregolare da Maggio. Nel contrasto il pallone finisce a Nocerino, che supera De Sanctis con un tocco d'esterno. Se Damato non avesse interrotto l'azione un attimo prima, sarebbe stato il gol del vantaggio. E invece: calcio di rigore al Palermo per il fallo su Migliaccio e ammonizione per Maggio. Accese le proteste dei rosanero.
L'ANALISI
Se l'arbitro avesse atteso un istante prima di fischiare, avrebbe risparmiato al Palermo il "rischio" di dover tirare un calcio di rigore. Ci si può chiedere, però, cosa sarebbe successo nel caso in cui, concesso il vantaggio, Nocerino non avesse segnato. Come avrebbe dovuto comportarsi l'arbitro? Ha fatto bene Damato a non correre rischi, punendo con tempestività la scorrettezza di Maggio? Si può ragionare, inoltre, anche sul provvedimento disciplinare con cui l'arbitro ha punito la scorrettezza del difensore. Considerata la posizione di Migliaccio, si tratta di una chiara occasione da gol?
LE RISPOSTE AL REGOLAMENTO
Le regole da analizzare sono la numero 5 (l'arbitro) e la numero 12 (falli e scorrettezze).
REGOLA 5
VANTAGGIO
L’arbitro può applicare il vantaggio ogni volta che si verifica un’infrazione o viene commesso un fallo. L’arbitro deve considerare le seguenti circostanze nel decidere se applicare il vantaggio o interrompere il gioco:
• la gravità dell’infrazione: se l’infrazione è meritevole di un’espulsione, l’arbitro interromperà il gioco ed espellerà il calciatore a meno che non si delinei un’evidente opportunità di segnare una rete;
• il punto in cui viene commessa l’infrazione: quanto più questa viene commessa vicino alla porta avversaria, tanto più efficace può essere il vantaggio;
• le possibilità di sviluppo di un attacco immediato e pericoloso verso la porta avversaria;
• il livello agonistico della gara.
La decisione di punire l’infrazione originaria deve essere presa entro pochi secondi. Se l’infrazione è meritevole di ammonizione, il cartellino verrà mostrato alla prima interruzione del gioco. Tuttavia, a meno che non ci sia un vantaggio evidente, si raccomanda all’arbitro di interrompere il gioco e ammonire immediatamente il calciatore. Se l’ammonizione NON viene notificata alla prima interruzione, essa NON potrà essere notificata in seguito.
[...]
10. Quando e come deve essere applicato il “vantaggio”? L’arbitro deve lasciar proseguire il gioco, in presenza di un’infrazione, nei casi assolutamente evidenti in cui ritiene che interrompendolo risulterebbe avvantaggiata la squadra che ha commesso l’infrazione stessa. Qualora il presunto vantaggio non si concretizzi nell’immediatezza (entro 1-2 secondi), l’arbitro interromperà il gioco e punirà l’infrazione iniziale. Sia che interrompa il gioco o no, l’arbitro, se necessario, dovrà comunque assumere l’eventuale sanzione disciplinare.
REGOLA 12
IMPEDIRE LA SEGNATURA O UN’EVIDENTE OPPORTUNITÀ DI SEGNARE UNA RETE
Ci sono due infrazioni punibili con l’espulsione relative all’atto di impedire ad un avversario l’evidente opportunità di segnare una rete. Non è necessario che l’infrazione si verifichi all’interno dell’area di rigore. Se l’arbitro applica il vantaggio durante un’evidente opportunità di segnare una rete e nell’immediatezza questa viene segnata nonostante un calciatore si renda colpevole di un fallo di mano o di un fallo ai danni dell’avversario, egli non dovrà essere espulso ma dovrà essere comunque ammonito, salvo che non si tratti di un grave fallo di gioco. Gli arbitri per decidere se espellere un calciatore per aver impedito la segnatura di una rete o un’evidente opportunità di segnare una rete devono considerare i seguenti fattori:
- La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta;
- La probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone;
- La direzione dello sviluppo dell’azione di gioco;
- La posizione ed il numero dei difensori;
- L’infrazione che impedisce ad un avversario un’evidente opportunità di segnare una rete può essere un’infrazione sanzionabile con un calcio di punizione diretto o un calcio di punizione indiretto.
IL VERDETTO
Prima di analizzare la questione del vantaggio, è meglio far chiarezza sul provvedimento disciplinare. L'azione di Migliaccio, a norma di regolamento, è una chiara occasione da gol: é dentro l'area, poco oltre il dischetto del rigore; il rosanero è in possesso del pallone, punta la porta e sta per concludere a rete; non c'è nessun altro difensore che, nell'immediato, possa impedirne la conclusione. Una volta fischiato il rigore, Maggio andava espulso.
Il vantaggio: Damato doveva essere meno precipitoso e valutare l'azione con maggiore attenzione. Lasciar giocare, vista la vicinanza alla porta e la pericolosità dell'azione, sarebbe stata la decisione più efficace. A rimetterci, nella sanzione del fallo, è stato il Palermo. Paradossale, ma se l'arbitro, una volta fischiato il fallo, avesse adottato il provvedimento disciplinare adeguato, anche il Napoli avrebbe potuto avere qualcosa da ridire: Maggio, a vantaggio concretizzato, avrebbe evitato l'espulsione.
La regola 5 inoltre, nel caso Nocerino non avesse segnato, avrebbe dato la possibilità a Damato di assegnare il calcio di rigore e punire disciplinarmente l'intervento del giocatore azzurro. Dopo il fallo di Maggio, l'azione si è conclusa infatti con quella "immediatezza" (uno, due secondi al massimo) che avrebbe permesso al direttore di gara di tornare sui propri passi.
L'arbitro pugliese poteva essere giustificato soltanto se, una volta fischiato il rigore, avesse espulso il difensore. Una giustificazione parziale però: di fronte (e, se c'è da espellere un giocatore, soltanto in questo caso) a una evidente opportunità di segnare una rete, la concessione del vantaggio resta la decisione migliore.
