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José Mourinho Geona Roma Serie AGetty

Mourinho si gode Afena-Gyan: "Non giocherà più in Primavera, oggi sono sereno"

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La Roma espugna il Ferraris grazie alla doppietta di Felix Afena-Gyan, il classe 2003 inserito nella ripresa dalla panchina.

Una gara sofferta, complessa, risolta da un ragazzo giovanissimo che, dopo la rete, è andato ad abbracciare José Mourinho.

L'allenatore giallorosso, intervenuto ai microfoni di DAZN, ha analizzato così la gara.

"L'abbraccio finale di Afena-Gyan? Gli avevo promesso che gli avrei comprato delle scarpe che gli piaccono tanto e che costano tanto, 800 euro. E lui è venuto lì a ricordarmelo: domani mattina sarà la prima cosa che farò, poi nel pomeriggio giocherà la Primavera, mi dispiace per mister De Rossi, ma Felix non giocherà con loro".
"Primo tempo bloccato, ma con qualità di gioco e dominio, mancavano le giocate in verticale, ma c'era un Mkhitaryan che ha giocato molto bene: nel secondo loro si sono abbassati di più ed è stato in quel momento lì che ho pensato che Felix ha un profilo diverso e che poteva aiutare, ma la squadra ha giocato bene".
"La prima cosa che ho pensato quando ho visto Felix? Loro giocano vicino a noi, lui più altri tre o quattro o cinque vengono da noi dall'inizio della stagione: quello che mi ha impressionato di più è stata la freddezza sottoporta. E' freddo, tecnicamente molto bravo, ma mi hanno colpito anche la sua fisicità e la sua umiltà, perché molte volte in queste generazioni trovi ragazzi che pensano di sapere tutto. E invece lui mangia tutto ciò che gli diciamo: mi dispiace solo per mister De Rossi perché perderà Felix, ma anche lui sarà contento per il ragazzo".
"Ho pensato sempre di poterla vincere la partita, ma in qualche momento mi è passata davanti agli occhi la possibilità di vincere la partita, dandomi un po' di frustrazione, ma con una sensazione positiva per come abbiamo giocato".
"Zaniolo in questo modulo? La rosa non è stata costruita per giocare in questo modo: questa domanda vale anche per gli altri, Carles Perez o El Shaarawy, ma anche per Mkhitaryan".
"Se sono sereno? Sono sereno perché ho vinto. Abbiamo lavorato tanto bene in questa settimana, ieri ho detto che il lavoro era finito nella spazzatura, ma non era vero. L'unica cosa che Mkhitaryan non ha fatto è stato il goal: per me è stato il migliore in campo. Oggi è uno di quei giorni in cui un allenatore torna a casa e pensa di essere molto bravo, perché si è realizzato tutto quello che pensavo".
"Shevchenko? Con Sheva siamo stati prima della partita insieme, mi ha fatto un bellissimo regalo, un regalo tradizionale che si fa in Inghilterra, una bottiglia di vino rosso che dona l'allenatore che gioca in casa. Sono contento per me, dispiaciuto per lui: un giorno, quando vincerà lui, sarà contento per lui e dispiaciuto per me. Questa è la vita: l'importante è che, parlando tanto, mi ha detto di essere innamorato di questo mestiere pazzo, perché fare l'allenatore oggi vuol dire fare un mestiere pazzo. Lui è contento per questa sfida e spero che vinca tanto".
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