Minuto 83 di Islanda-Ungheria: metà dello stadio di Marsiglia, quella occupata dai sostenitori islandesi, esplode di gioia come se la nazionale di Lagerback avesse segnato un goal. Il motivo? Entra Eidur Gudjohnsen, 38 anni il prossimo 15 settembre. Un'icona locale (ma non solo locale), più che un calciatore.
L'ingresso in campo al posto di Sigthorsson dell'ex attaccante di Chelsea e Barcellona, ormai una chioccia da spogliatoio più che un giocatore da schierare come titolare, non porta bene: di lì a poco l'Ungheria pareggia negando all'Islanda la storia prima vittoria agli Europei. Però è l'ennesimo fact di una competizione che fin qui ne ha proposti già parecchi.
Come sottolinea Opta, Gudjohnsen è il quinto giocatore di movimento più vecchio ad aver giocato agli Europei: solo il tedesco Lothar Matthaus, il danese Morten Olsen, l'austriaco Ivica Vastic e il portoghese Ricardo Carvalho, inserito nello stesso girone dell'Islanda, sono scesi in campo con una carta d'identità più ingiallita della sua nella storia della competizione.
E che dire, poi, della sfida nella sfida con Gabor Kiraly? 37 anni uno, 40 l'altro: evviva la gioventù... Eppure proprio Gudjohnsen ha rischiato di fregare il portiere ungherese proprio nell'ultimissima azione della gara: il suo destro è stato deviato da una selva di gambe a centimetri dal palo evitando il nuovo vantaggio islandese nel recupero. Sarebbe stato diabolico.


