A quasi 37 anni, dopo essere stato uno dei volti più noti del calcio sudamericano in Champions ed Europa League nel corso degli ultimi due decenni, Jefferson Farfan ha deciso di tornare a casa. E' ufficiale, infatti, l'approdo del classe 1984 all'Alianza Lima, in Perù.
Era il 2004 quando l'allora 19enne ala destra approdava al PSV: la squadra di Eindhoven rimase folgorata dalla velocità e dalla tecnica del peruviano tra competizioni con la maglia del club e con quella della propria Nazionale. Le qualificazioni al Mondiale 2006 e l'allora Copa America convisero i biancorossi a puntare su di lui.
Farfan non ha mai espresso al massimo le sue potenzialità, ma è comunque uno dei giocatori peruviani più importanti di sempre, capace di giocare quasi cento partite tra Champions ed Europa League con la maglia del PSV prima e con quella dello Schalke 04 poi. In più l'esperienza alla Lokomotiv Mosca, l'ultima europea.
Anche un biennio senza soddisfazioni negli Emirati Arabi Uniti, indossando la casacca dell'Al-Jazira per Farfan, mai riuscito a confermare in Germania i fasti con il PSV: in terra olandese due stagioni consecutive con 21 goal segnati, essenziali per conquistare la Eredivisie.
Farfan ha sempre vinto il torneo olandese durante la sua era ad Eindhoven, con quattro conquiste consecutive tra il 2004 e il 2008. Fu lo Schalke ad avere la meglio, squadra con cui ha vinto due trofei (Coppa e Supercoppa tedesca), dimezzando però il suo quantitativo di reti.
Nel 2012, un anno dopo aver eliminato l'Inter tripletista in Champions League, Farfan sembrava essere diretto proprio ai nerazzurri. I rapporti con lo Schalke si erano incrinati e la squadra meneghina sembrava in prima fila per portarlo in Serie A: arrivò invece la pace e la conferma fino al 2015 in Germania, prima della cessione all'Al-Jazira.
Ora uno dei maggiori talenti sudamericani fuori dal trittico Uruguay-Brasile-Argentina ha deciso di tornare in patria, a Lima, per chiudere presumibilmente la carriera dove tutto è cominciato. L'Alianza, secondo per titoli conquistati dietro l'Universitario, non vince il titolo dal 2015: l'arma per scardinare il portone delle nuove grandi (Binacional e la rinata Sporting Cristal), è di nuovo in città.


