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Bonny Inter Lazio Serie AGetty Images

Zitto zitto Bonny è il giocatore che contribuisce di più ai goal. Nell'intera Serie A

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Dopo un lungo inseguimento cominciato in estate, l'Inter si ritrova per la prima volta in testa al campionato. Battuta la Lazio, la formazione di Chivu saluta l'undicesimo turno al primo posto in condivisione con la Roma, sette mesi dopo l'ultima volta in vetta. Un successo per 2-0 che porta le firme di Lautaro, nuovamente in rete dopo un mini-periodo senza goal in campionato, e Bonny, che zitto zitto è diventato uno dei giocatori più decisivi di Serie A.

Dati alla mano, infatti, l'ex Parma è il giocatore che contribuisce di più al goal nel'intero campionato 2025/2026, non solo tra i nerazzurri. La particolarità è che Bonny non è affatto un titolare, ma ogni qual volta viene chiamato in causa dalla panchina o è scelto dal primo minuto per turnover o necessità risponde presente, con una buona media realizzativa e la capacità di farsi trovare pronto anche in termini di assist.

Nel corso delle ultime settimane Bonny è riuscito ad allontanare i dubbi di migliaia di tifosi nerazzurri che non vedevano in lui un rinforzo "da Inter" dopo il periodo al Parma: in maniera silenziosa il francese sta rispondendo presente.

  • DAVANTI A TUTTI. COME NICO

    Bonny ha siglato quattro reti fin qui, risultando il secondo miglior marcatore dell'Inter e in generale di una Serie A che vede la strana coppia Orsolini-Calhanoglu in vetta a quota cinque. Al pari dei goal ci sono anche i tre assist contro la Cremonese, più uno contro la Fiorentina che non tutti, però, gli assegnano.

    Sette o otto, dunque, tra goal e assist per Bonny. Con l'assist contro la Fiorentina sarebbe al pari del primatista Nico Paz, anch'esso a quota quattro in entrambi i dati, mentre togliendo quel passaggio dubbio sarebbe subito dopo il talento del Como. Un grande risultato comunque, che lo posizionerebbe davanti a Pulisic e al pari di Berardi.

    A livello interista, inoltre, Bonny è il primatista assoluto considerando l'assist contro l'Union in Champions, per un totale di nove tra reti e passaggi decisivi in quindici partite.

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  • UN ALTRO BONNY

    L'atteggiamento di Bonny può piacere o non può piacere. C'è chi ama i calciatori rockstar e chi quelli timidi e riservati fuori dal campo, proprio come il francese. Considerando le sue prestazioni in campo, però, nessuno a niente da ridire sulla tranquillità del francese lontano da terreno di gioco. Ciò che per i tifosi, conta di più.

    Bonny lavora in silenzio e urla a San Siro, dove è uno dei protagonisti assoluti. Una sorpresa? Alla fine sì, considerando che un impatto del genere sarebbe stato difficilemente pronosticabile. L'Inter si aspettava un buon impatto, ma probabilme non tale da avvicinare i dati dell'intera scorsa stagione di Serie A in appena due mesi.

    Ovviamente essere all'Inter contribuisce ad avere migliori statistiche, ma non è certo una scienza esatta: l'impatto con un grande club può abbattere anche i migliori. Non è stato così, fin qui, con Ange-Yoan Bonny, per gli amici Angelo.

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  • TITOLARE? SÌ, GRAZIE

    Bonny ha segnato all'esordio in maglia Inter contro il Torino, per poi giocare pochi minuti nelle partite successive. Non appena ha avuto modo di giocare titolare ha mostrato come sia in grado di essere da Inter, più di un vice Thuram.

    Gli assist e i goal dalla Cremonese alla Lazio sono arrivati tutti da titolare, segno di come per Bonny non abbia certo paura della pressione. Il francese ha appena compiuto 22 anni ma sembra un veterano, si muove come se giocasse in Serie A e nell'Inter al fianco di Lautaro da un decennio.

    Lo scorso anno segnò sei reti e quattro assist nell'intero torneo, ora è già a otto complessivi in due mesi. Ha capito perfettamente le idee di Chivu, dove posizionarsi, come trovare i compagni e farsi trovare.

  • INTER NEL DESTINO

    Classe 2003, Bonny ha raccontato di come la prima maglia ricevuta da bambino era proprio quella interista. Insomma, il destino era in attesa che il francese arrivasse in Serie A e venisse notato.

    "Diverse squadre mi volevano ma non ho avuto dubbi: quando l’Inter ti cerca, non ci pensi due volte" ha raccontato la scorsa estate. 

    "Questa squadra era ciò che chiedevo, qui volevo vivere il mio sogno da bambino. Appena firmato, ho messo sui social una foto fatta da piccolo in nerazzurro: era destino... Quella era la prima maglia da calcio comprata da mamma a sei anni, ci sono legato per la vita".

    Una vita interista appena cominciata. E che potrebbe durare a lungo.

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