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Zaccagni ItalyGetty Images

Zaccagni può cambiare ruolo per essere convocato nell'Italia: "In partita mi alleno a farlo, questione di abitudine"

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Perché Mattia Zaccagni non viene convocato nell'Italia? La domanda se la sono fatta in parecchi, specialmente alla luce delle belle prestazioni del capitano della Lazio, uno dei protagonisti di una squadra che non vuole smettere di sognare.

La risposta, però, è lì. Sotto gli occhi di tutti. Riguarda il modulo che Luciano Spalletti ha deciso di adottare dopo il fallimento agli Europei, un 3-5-2 che non prevede la presenza di esterni offensivi come Zaccagni e che, come ammesso dallo stesso allenatore, è destinato a penalizzare non solo l'ex veronese, ma anche elementi da 4-3-3 come Matteo Politano.

Però Zaccagni non ha intenzione di darsi per vinto tanto facilmente. Del resto a settembre anche lui è stato chiamato da Spalletti - ed è pure sceso in campo - nonostante il cambiamento fosse già in atto. Un desiderio di far cambiare idea al ct che lo stesso giocatore della Lazio ha espresso in un'intervista al Corriere dello Sport.

  • "MODULO UN PO' PENALIZZANTE"

    Il capitano biancoceleste, intanto, non ha nascosto un po' di rammarico. E poi ha confermato quel che un po' tutti avevano capito: la sua uscita dal giro azzurro ha a che fare principalmente con il nuovo assetto tattico voluto e utilizzato da Spalletti.

    "La Nazionale è un obiettivo per tutti, mi sarebbe piaciuto andarci. Spalletti ha fatto questa scelta, giocare in questo modulo obiettivamente è un po’ penalizzante".

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  • "MI ALLENO A FARE LA SECONDA PUNTA"

    "Se ne abbiamo parlato? No, ma quando sono stato convocato dopo l’Europeo mi sono accorto che ero l’unico esterno d’attacco", ha proseguito Zaccagni. Con tanto di apertura a un diverso modo di interpretare il ruolo di calciatore offensivo.

    "Il cittì dice che posso anche ricoprire il ruolo di seconda punta. In partita con la Lazio mi alleno a farla, spesso mi trovo a ridosso del centravanti. Non è difficile, ma è un ruolo diverso. Questione di abitudine".

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  • "SE L'ITALIA GIOCASSE COME LA LAZIO..."

    Quindi, ecco un'altra ammissione: con un sistema identico a quello della Lazio, dunque un 4-2-3-1 o al massimo un 4-3-3, Zaccagni farebbe regolarmente parte del giro dei convocati. Anche perché è stato pur sempre lui, con quel destro a giro vincente contro la Croazia, a evitare all'Italia l'onta di un'eliminazione ancor più precoce già ai gironi.

    "Se il modulo della Nazionale fosse lo stesso della Lazio il mister mi chiamerebbe a occhi chiusi. Credo sia tutto riferito a questo".

  • GLI INIZI DA REGISTA

    E dire che Zaccagni ha cominciato la propria carriera da professionista in un ruolo completamente diverso da quello che ricopre oggi: giostrava davanti alla difesa, addirittura.

    "Marco Osio mi faceva giocare regista a 16 anni in C2 (nel Bellaria, ndr), nel centrocampo a tre. Ero sempre stato mezzala sinistra. Quando abbiamo vinto la B a Verona ho fatto l’interno sinistro. Juric giocava a due in mezzo. Mi lasciava libero di allargarmi sulla fascia, di venire dentro da trequartista".

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