Grigg, del resto, nonostante la notorietà raggiunta nelle settimane di Euro 2016, non è mai stato un calciatore da Premier League: al massimo da Championship, categoria in cui ha militato appena due volte in carriera (sempre col Wigan) e apice della propria carriera a livello di club.
Con la maglia dell'Irlanda del Nord, invece, ha collezionato appena 13 presenze tra partite con e senza i tre punti in palio. Ed è riuscito a mettere a segno appena due reti. Anche quand'era "on fire", insomma, lo era più che altro in League One: difficilmente riusciva a ripetersi quando veniva convocato dalla propria Nazionale, anche perché lo spazio a disposizione era quello che era, ovvero pochino.
Grigg, ad esempio, non è mai riuscito a capacitarsi di come agli Europei del 2016 non sia sceso in campo per un singolo minuto. Sentiva di meritarselo non tanto per cori o parodie, quanto per ciò che aveva appena fatto con il Wigan.
"È stato molto frustrante - ha detto a Spox qualche anno fa - Avevo appena disputato la stagione della mia vita, segnando 25 goal coil Wigan, e mi ero ripetuto nell'ultima partita casalinga dell'Irlanda del Nord prima degli Europei. Ero più sicuro di me che mai e il torneo è arrivato al momento perfetto per me. Non capivo perché non giocavo, secondo me avrei meritato una possibilità [...] A volte mi torna in mente quel torneo e penso: 'Wow, che esperienza!'. Altre volte, invece, prevale la delusione per non aver mai giocato. Gli Europei sono stati sicuramente la più grande delusione della mia carriera e la assocerò a questo per il resto della mia vita".
L'ultima presenza con l'Irlanda risale a sette anni fa circa: 12 ottobre 2018, sconfitta per 1-0 in Austria in una gara della Lega B di Nations League. In quell'occasione Grigg è ancora una volta partito dalla panchina, entrando nei minuti finali. E poi non è più stato convocato.