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Barnet v Chesterfield - Vanarama National LeagueGetty Images Sport

Will Grigg non è più on fire: dove gioca oggi l'ex attaccante dell'Irlanda del Nord e idolo di Euro 2016

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Will Grigg non è più "on fire". E no, non sarà lui a guidare l'attacco dell'Irlanda del Nord contro l'Italia, nella prima delle - si spera - due partite che gli azzurri dovranno affrontare per volare ai Mondiali del prossimo anno.

Nel giorno in cui proprio la nazionale nordirlandese è stata accoppiata a quella azzurra dal sorteggio di Zurigo, torna alla mente questo eccentrico attaccante. Che oggi ha 34 anni, ma che un decennio fa circa era divenuto notissimo in tutta Europa. Una specie di calciatore-tormentone, un idolo delle folle pur senza che i meriti calcistici superassero i confini inglesi.

All'epoca era davvero "on fire", Grigg. Per i tifosi che lo osannavano, per la gente che ne cantava - letteralmente - le gesta. Oggi non più, e del resto il tempo passa per tutti: anche per lui.

  • "WILL GRIGG'S ON FIRE"

    Il tormentone musicale ha spopolato in Italia negli ultimi anni: specialmente a San Siro, ma anche su altri campi ogniqualvolta scendeva in campo il Milan. "Pioli is on fire", cantavano i sostenitori rossoneri. Omaggio al tecnico che nel 2022 ha riportato il club sulla vetta d'Italia 11 anni dopo l'ultima volta.

    Ma il copyright arrivava dall'Inghilterra. Da Wigan, per la precisione: prima grazie a un tifoso che aveva dedicato al proprio centravanti - Will Grigg, appunto - il coro "Will Grigg's on fire" e poi grazie a DJ B3LFAST, arrivato a comporre una canzone dance vera e propria come parodia di Freed from desire, altro tormentone dance degli anni Novanta.

    Il coro e la canzone divennero talmente popolari da caratterizzare il sottofondo musicale di Euro 2016. Competizione a cui Grigg partecipò, sulla spinta del titolo di capocannoniere appena conquistato in League One col Wigan e della promozione della squadra in Championship, pur senza mai mettere piede in campo.

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  • DOVE GIOCA OGGI

    9 anni dopo quell'evento, e la nascita di quella cultura di massa legata a un ignoto centravanti nordirlandese, la realtà dice che Grigg gioca ancora. Ma ben lontano dalle luci della ribalta alle quali, improvvisamente e in maniera poco lineare, si era abituato.

    La squadra in cui milita Grigg è il Chesterfield. E la categoria è la League Two, ovvero la quarta serie del calcio inglese, campionato in cui fino a questo momento ha giocato 12 volte mettendo a segno una rete.

    Grigg ha accettato di scendere due volte di categoria nell'estate del 2023: dalla League One alla National League (quinta serie). Al primo anno ha segnato 25 volte, riportando il Chesterfield in League Two e dunque nella Football League, e al secondo ha sfiorato l'impresa: 12 reti e il raggiungimento delle semifinali playoff, poi perse contro il Walsall.

    Quest'anno, come detto, le cose non stanno andando benissimo dal punto di vista individuale: meglio sotto l'aspetto collettivo, visto che il Chesterfield ancora una volta veleggia nelle zone alte della classifica, con un pensierino sia ai playoff che alla promozione diretta.

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  • L'ESPERIENZA IN NAZIONALE

    Grigg, del resto, nonostante la notorietà raggiunta nelle settimane di Euro 2016, non è mai stato un calciatore da Premier League: al massimo da Championship, categoria in cui ha militato appena due volte in carriera (sempre col Wigan) e apice della propria carriera a livello di club.

    Con la maglia dell'Irlanda del Nord, invece, ha collezionato appena 13 presenze tra partite con e senza i tre punti in palio. Ed è riuscito a mettere a segno appena due reti. Anche quand'era "on fire", insomma, lo era più che altro in League One: difficilmente riusciva a ripetersi quando veniva convocato dalla propria Nazionale, anche perché lo spazio a disposizione era quello che era, ovvero pochino.

    Grigg, ad esempio, non è mai riuscito a capacitarsi di come agli Europei del 2016 non sia sceso in campo per un singolo minuto. Sentiva di meritarselo non tanto per cori o parodie, quanto per ciò che aveva appena fatto con il Wigan.

    "È stato molto frustrante - ha detto a Spox qualche anno fa - Avevo appena disputato la stagione della mia vita, segnando 25 goal coil Wigan, e mi ero ripetuto nell'ultima partita casalinga dell'Irlanda del Nord prima degli Europei. Ero più sicuro di me che mai e il torneo è arrivato al momento perfetto per me. Non capivo perché non giocavo, secondo me avrei meritato una possibilità [...] A volte mi torna in mente quel torneo e penso: 'Wow, che esperienza!'. Altre volte, invece, prevale la delusione per non aver mai giocato. Gli Europei sono stati sicuramente la più grande delusione della mia carriera e la assocerò a questo per il resto della mia vita".

    L'ultima presenza con l'Irlanda risale a sette anni fa circa: 12 ottobre 2018, sconfitta per 1-0 in Austria in una gara della Lega B di Nations League. In quell'occasione Grigg è ancora una volta partito dalla panchina, entrando nei minuti finali. E poi non è più stato convocato.

  • "ASSOCIATO SOLO ALLA CANZONE, CHE FASTIDIO"

    Nonostante questo, nonostante possa guardarsi Italia-Irlanda del Nord solo sul divano e da semplice tifoso, e nonostante non abbia mai giocato in Premier League, Grigg ha continuato a tenersi il buono che la carriera gli ha proposto: anche quei cori che lo hanno reso idolo delle masse europee, sì. Anche se con un asterisco.

    "La canzone in sé non mi ha mai infastidito - ha spiegato ancora a Spox - Durante il riscaldamento prima della terza partita del girone contro la Germania, ricordo ancora chiaramente che 'Will Grigg's On Fire' veniva trasmessa allo stadio, il testo era visualizzato sui due schermi e entrambe le tifoserie cantavano insieme. Tutti conoscevano la canzone e sapevano chi fossi. È stata un'emozione molto speciale per un giocatore di League One come me. Ma mi ha infastidito il fatto che alcune persone mi associassero solo a quella canzone e non ai miei goal. Tutti in Inghilterra e Irlanda del Nord mi conoscevano, ma non agli Europei".

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