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Kyle Walker Manchester CityGetty

Walker stava per lasciare il Manchester City: "Quello che ho fatto è orribile, ho provato a scappare"

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Kyle Walker sta vivendo un momento delicatissimo. Non tanto della propria carriera, vincente e a tratti trionfale, quanto della propria vita privata.

Il motivo risiede in quanto venuto alla luce nelle scorse settimane: si è scoperto infatti che il terzino del Manchester City stava conducendo una doppia vita, una con la moglie Annie (incinta del quarto figlio) e un'altra con l'influencer Lauryn Goodman.

Una vicenda che lo ha portato a un passo dall'addio all'Inghilterra: il Bayern stava concretamente per portarlo in Bundesliga la scorsa estate, senza riuscire però a strapparlo al Manchester City.

Di questo, di tutto quel che è accaduto nella propria vita, ha parlato Walker in un'intervista al Sun.

  • "QUELLO CHE HO FATTO È ORRIBILE"

    "Quello che ho fatto è orribile e me ne assumo la piena responsabilità - ha detto Walker - Ho fatto scelte idiote e preso decisioni idiote. Non riesco a pensare o immaginare cosa sta attraversando Annie. Ho provato a chiederglielo, ma c'è dolore e sofferenza.

    Le mie azioni hanno causato molto dolore a molte persone. Mi dispiace: in una famiglia questo non dovrebbe accadere".

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  • "HO PROVATO A SCAPPARE"

    Walker ha parlato anche del mancato trasferimento estivo al Bayern. Un trasferimento da lui stesso desiderato per sfuggire alla morsa dei giornali inglesi.

    "Ho provato a scappare. Volevo lasciare il City? No, ovviamente no. Siamo la squadra più forte del mondo in questo momento. Ma era l’opportunità giusta per allontanarmi dall'Inghilterra e dai media.

    Ero consapevole che il tempo stringeva. Sono stato molto vicino al trasferimento. Col Bayern stavamo parlando, sarei andato a giocare in un club enorme: ma alla fine non potevo farlo".

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  • PERCHÉ WALKER NON È ANDATO AL BAYERN

    “Se fossi stato in Germania e tutto questo fosse accaduto a me, Annie se ne sarebbe andata e io sarei rimasto là da solo. I miei figli non sarebbero stati dietro l’angolo, dove poterli vedere.

    Provo dolore ed emozione in questo momento, ma posso andare a casa, portare i bambini a scuola e mio figlio a calcio".

  • IL RAPPORTO CON GUARDIOLA

    "Non sapeva cosa stava succedendo. Non volevo dirglielo, perché non volevo che pensasse che non ero lì mentalmente. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per la comprensione e la fiducia che ha dimostrato in me in questi quattro anni".

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