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Andre Villas-BoasGetty

Villas-Boas nuovo presidente del Porto, è ufficiale: succede a Pinto da Costa

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Dalla panchina alla poltrona più importante. Nuova vita per André Villas-Boas, eletto presidente del Porto.

Il 46enne ex tecnico del Chelsea e proprio dei 'Dragoes' si appresta ad inaugurare un capitolo 2.0 della propria carriera calcistica, raccogliendo la pesante eredità di Jorge Nuno de Lima Pinto da Costa.

Lo storico numero uno dei lusitani, infatti, cede il testimone al connazionale.

  • VILLAS-BOAS PRESIDENTE DEL PORTO

    Ad ufficializzare il trionfo di Villas-Boas nelle votazioni che dovevano stabilire chi avrebbe ricoperto il prestigioso incarico al timone del club, attraverso i propri canali, è stato naturalmente il Porto.

    "Luís André de Pina Cabral Villas-Boas - si legge su 'X' - è il 32esimo presidente dell'FC Porto".

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  • PINTO DA COSTA SALUTA DOPO 42 ANNI

    L'era Pinto da Costa si conclude dopo la bellezza di 42 anni: 15 mandati consecutivi per il presidentissimo dei lusitani (in carica dal 1982), che ora lascia il posto ad un Villas-Boas capace di battere la concorrenza di altri due candidati come Nuno Lobo e appunto l'ormai ex massimo dirigente.

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  • VILLAS-BOAS PRESIDENTE DEL PORTO FINO AL 2028

    Per Villas-Boas si tratta invece del primo mandato, che scadrà nel 2028, ottenuto in una tornata elettorale di altissimo profilo: i voti registrati, sono stati più di 26mila.

  • LA CARRIERA DI VILLAS-BOAS DA ALLENATORE

    Da allenatore, il portoghese è cresciuto all'ombra di José Mourinho per poi iniziare il percorso in solitaria che nel 2011 lo ha portato a vincere tutto col Porto: campionato, Europa League, Coppa del Portogallo e Supercoppa nazionale.

    In seguito ha guidato Chelsea, Tottenham, Zenit, Shanghai SIPG e Marsiglia: in Francia, nel 2021, è stata la sua ultima esperienza da tecnico.

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  • LA RIVELAZIONE SU TUMORI E MORTE SFIORATA

    Negli ultimi giorni, oltre alla corsa per la carica di presidente del Porto, Villas-Boas ha fatto notizia per aver svelato a 'Record' i momenti difficili vissuti a causa della lotta contro due tumori e una morte sfiorata.

    "È stato tutto molto curioso perché, a causa degli esami della tiroide, mi hanno scoperto un altro tumore sulla schiena, che ho dovuto rimuovere. Se non fosse stato per l'incidente (avuto a Dakar, ndr), non avrei mai scoperto queste malattie".

    "Hanno dovuto asportarmi metà della tiroide e si è scoperto che stavo morendo durante l'operazione. Dopo 10 minuti, ho iniziato a sentirmi male e ricordo di aver pensato: ‘Sto per morire, sto per morire.' Ho premuto il pulsante, è arrivata l'infermiera e ricordo solo di averla sentita urlare, prendere il mio letto, correre per l'ospedale dritto al pronto soccorso, le porte che si aprivano a forza, l'iniezione e… Quando mi sono svegliato ero sulle mie gambe. Ancora qualche minuto e sarei morto per asfissia".

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