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MilanGOAL/Getty Images

Via Tonali, dentro Loftus-Cheek, Reijnders e Musah: il centrocampo del Milan è più forte?

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Quella operata dal Milan nel reparto di centrocampo è stata un'autentica rivoluzione. Una svolta radicale, che ha letteralmente ridisegnato i connotati del pacchetto in mediana a disposizione di Stefano Pioli.

Si è partita con la dolorosa - inutile negarlo - partenza di Sandro Tonali, nuovo gioiello del Newcastle e salpato in direzione Premier League per una cifra superiore ai 70 milioni di euro.

Un'offerta evidentemente irrinunciabile per il club rossonero, che però da quel gruzzoletto è stato in grado di dare il là ad una grande operazione di restyling.

A Milanello sono arrivati Ruben Loftus-Cheek, che aveva chiuso la sua esperienza al Chelsea, Tijjani Reijnders dall'AZ Alkmaar ed è ormai definito anche l'ingaggio di Yunus Musah dal Valencia.

In altre parole, un centrocampo nuovo di zecca, tutto da scoprire e conoscere. Con un grande interrogativo che attanaglia i tifosi rossoneri ma anche gli addetti ai lavori in generale: senza Tonali, ma con Loftus-Cheek, Reijnders e Musah il centrocampo del Milan è più forte?

  • "UNA PERDITA GRAVE"

    Stefano Pioli non ha usato giri di parole per inquadrare la cessione di Sandro Tonali al Newcastle.

    "Una perdita grave, bisogna sostituirlo degnamente. Credo si sia creata una situazione che andava bene da ambo le parti, dopo era difficile fare qualcosa di diverso. In ogni caso è una perdita importante soprattutto dal punto di vista tecnico".

    L'analisi parte ovviamente dalle certezze che, nel caso di Tonali, sono venute meno. Nel progetto tattico di Stefano Pioli, il classe 2000 rappresentava una sorta di unicum per caratteristiche, personalità e cifra tecnica in dotazione.

    Un autentico pilastro nel centrocampo a due del tecnico emiliano, cresciuto in maniera esponenziale soprattutto nella stagione che ha poi condotto i rossoneri verso il 19° Scudetto.

    Valori tecnici, ma anche morali perché Tonali sembrava avere tutti le carte in regola per poter diventare uno dei simboli del Milan del prossimo decennio.

    Un calciatore italiano, giovane, legato da sempre ai colori rossoneri. Una sorta di potenziale bandiera, in un calcio che ne è sempre più sprovvisto.

    E invece destino ed esigenze societarie si sono intrecciate lungo il percorso, sfociando in un addio inevitabilmente doloroso quanto necessario per la salute finanziaria del Milan.

    A Loftus-Cheek, Reijnders e Musah toccherà il compito di non far rimpiangere il centrocampista bresciano, colui che fino a pochi mesi fa deteneva le chiavi del centrocampo rossonero. Grandi certezze che ora non ci sono più. Grandi certezze che ora vanno ritrovate, affidandosi ai nuovi volti milanisti. E c'è da farlo piuttosto in fretta.

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  • IL CENTROCAMPO DEL MILAN ORA E' PIU' FORTE?

    Il quesito è molto complesso e la risposta non è scontata. Tonali e Bennacer avevano raggiunto un'alchimia presso impareggiabile, mentre i nuovi acquisti avranno sicuramente bisogno di un periodo di rodaggio, la cui durata ad oggi non è stimabile.

    Quello che si può dire con assoluta certezza è che se il valore del reparto sia ancora tutto da quantificare, non vi sono dubbi invece sulla completezza.

    Il Milan è riuscito a fornire a Stefano Pioli diversi elementi che aumentano la gamma di soluzioni a disposizione dell'allenatore milanista.

    Il centrocampo a due - marchio di fabbrica nell'ultimo triennio - potrebbe persino finire in soffitta, lasciando spazio ad un pacchetto a tre sul quale Pioli sta già lavorando con estrema intensità.

    Il tutto senza dimenticare la presenza di Krunic, uno che in regia ha già dato modo di sapersi destreggiare. Ci sarà anche Pobega, elemento sul quale il Milan punta specialmente in chiave rotazioni che, triplo impegno alla mano, diventeranno frequenti. C'è poi Bennacer, il cui rientro andrà ad incrementare il pacchetto di un'ulteriore unità.

    Morale della favola, Pioli ha un centrocampo completo, camaleontico e modellabile a seconda delle situazioni. Quello che ci si aspetta è un adattamento piuttosto rapido per due semplici motivi: assicurare al Milan un avvio sprint e, soprattutto, non finire per rimpiangere ulteriormente l'addio a Sandro Tonali.

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