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Robin Van Persie InterGetty Images

Van Persie ritrova l'Inter: negli unici due precedenti ufficiali contro il Feyenoord era in campo e fu decisivo

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Robin Van Persie si è seduto sulla panchina del Feyenoord solo una volta, ma del club olandese è una specie di leggenda. Perché la carriera da allenatore l'ha iniziata da poco, ma quella di giocatore gli ha dato soddisfazioni su soddisfazioni. Anche a Rotterdam.

Qui Van Persie si è fatto notare al grande pubblico agli albori del nuovo millennio. E qui ha chiuso un cerchio, tornando al De Kuip dopo aver conquistato anche l'Inghilterra con le maglie di Arsenal e Manchester United: dopo un triennio in Turchia con il Fenerbahçe, si è ritirato proprio col Feyenoord nel 2019.

Oggi sarà una giornata speciale per RVP, che esordirà da allenatore in Champions League. Non sarà, al contrario, la sua prima volta in assoluto contro l'Inter. Anzi: proprio una doppia sfida contro i nerazzurri gli permise di cominciare a farsi conoscere non solo in Olanda, ma anche in Europa.

  • GLI UNICI PRECEDENTI UFFICIALI

    Oltre a un paio di sfide del Mundialito 1981 e 1985, gli unici due precedenti ufficiali tra Inter e Feyenoord risalgono a più di vent'anni fa. Alle semifinali di Coppa UEFA 2001/2002, per la precisione. Dolci per gli olandesi, amare per i nerazzurri.

    A passare alla finalissima fu il Feyenoord. Contro un'Inter in piena corsa per lo Scudetto, che poi si sarebbe lasciata sfuggire dalle mani nel tremendo pomeriggio del 5 maggio, gli olandesi si imposero all'andata a San Siro per 1-0 e al ritorno blindarono la qualificazione con un preziosissimo 2-2. Era l'Inter di Hector Cuper. Ed era il Feyenoord di Pierre Van Hoojidonk, mago delle punizioni, e del futuro milanista Jon Dahl Tomasson.

    Per la cronaca: il Feyenoord quella Coppa UEFA la alzò proprio al cielo di Rotterdam grazie al trionfo per 3-2 nella finale contro il Borussia Dortmund, che a sua volta aveva estromesso il Milan in semifinale.

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  • Feyenoord Inter 2002Getty Images

    IL GUIZZO DI VAN PERSIE

    Van Persie, 19 anni non ancora compiuti, ai tempi non era il centravanti in cui si sarebbe trasformato all'Arsenal e poi al Manchester United: giocò entrambe le partite nel ruolo, con il senno di poi inedito, di esterno sinistro di un centrocampo a quattro.

    In qualche modo fu pure decisivo, RVP. La rete del momentaneo 1-0 del Feyenoord al De Kuip nacque da un suo cross mancino al bacio su cui si avventò Van Hoojidonk, lestissimo nell'anticipare tutti e senza pietà nel superare Toldo con un colpo di testa da pochi passi.

    Van Persie non completò quella partita. O meglio: non completò nemmeno il primo tempo. Fu infatti costretto ad alzare bandiera bianca già poco dopo la mezz'ora a causa di un infortunio muscolare, lasciando il proprio posto a Leonardo.

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  • LE PAROLE DELLA VIGILIA

    Lo stesso Van Persie, che martedì ha presentato la gara in conferenza stampa, ha ricordato quella doppia sfida dell'aprile 2002:

    "Quell'Inter era una squadra con grandi giocatori. Seedorf, Ronaldo, Zanetti. Mi infortunai nella partita casalinga, ma rimasi in campo lo stesso. Mi faceva male l'inguine, ma volevo esserci. Allora non dissi niente. Se un giocatore facesse una cosa del genere adesso, lo troverei molto fastidioso".

  • ESORDIO POCO FORTUNATO

    Van Persie ritrova l'Inter in una competizione diversa e in una veste diversa. 41 anni, capelli ingrigiti dal tempo, dopo aver dato il via alla propria carriera da allenatore proprio al Feyenoord ha ricevuto la grande chance dall'Heerenveen, oggi ottavo in Eredivisie. Ma quando il club del cuore lo ha richiamato, non ha saputo dire di no. Anche nel bel mezzo della stagione.

    L'esordio non è stato fortunatissimo: il Feyenoord ha pareggiato 0-0 contro il NEC, mancando l'avvicinamento ai primi due posti occupati da Ajax e PSV. L'ultima sconfitta risale addirittura a un mese fa, 0-2 proprio contro il PSV il 5 febbraio, quando l'allenatore era ancora Brian Priske.

    Inzaghi ha detto del suo Feyenoord che "è una squadra fisica" e che "ha grande qualità". Secondo Van Persie, invece, "è probabile che terremo un po' di più la palla, ma la forza dell'Inter sta nella transizione". Non potrà nemmeno basarsi su quelle due sfide del 2002: 23 anni dopo, naturalmente, è tutta un'altra storia.

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