Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Unpopular HD

Unpopular Opinion - Fabregas all'Inter come Thiago Motta alla Juventus, perché i nerazzurri hanno fatto bene a non prenderlo

Pubblicità

La nostra Unpopular Opinion vi porterà a dibattere, discutere, polemizzare e riflettere su concetti, idee e punti di vista che il calcio di oggi ha ormai forse esasperato. 

  • FABREGAS COME THIAGO MOTTA

    Oggi vi sembra assurdo fare un paragone del genere, anche perché non ne abbiamo la controprova, ma il risultato avrebbe potuto essere lo stesso.

    Quando la Juventus ha scelto di puntare su Thiago Motta, lo ha fatto per un preciso e semplice motivo: la 'rivoluzione giochista' dopo gli anni di Allegri che avevano portato risultati ma logorato l'ambiente.

    D'altronde Motta aveva impressionato a Bologna per la sua proposta di gioco, con l'illusione che potesse traslarla a Torino, ma in un ambiente come quello bianconero bisogna avere la capacità di saperci entrare prima di rivoluzionare.

    Motta si è così accartocciato su se stesso tra cambi di formazione continui, scelte discutibili, idee mai realmente capite dai calciatori in campo, un possesso palla infinito che spesso non portava a nulla nella convinzione che il suo progetto 'giochista' fosse la priorità anche sulla Juventus stessa.

    Un ideale che ricorda molto quello di Fabregas e che all'Inter avrebbe potuto implodere allo stesso modo.

  • Pubblicità
  • Chivu InterGetty Images

    PERCHÈ CHIVU MEGLIO DI FABREGAS

    A Como e Bologna c'è tempo, pazienza e pressioni nettamente inferiori a quelle che si respirano a Milano e Torino.

    Se a Como e Bologna ci si può accontentare del bel gioco a prescindere dai risultati, alla Juventus e all'Inter la questione bel gioco può e deve passare in secondo piano.

    A mio modo di vedere l'esempio Thiago Motta è servito da monito all'Inter. Puntare su Fabregas, dopo la chiusura del ciclo Inzaghi e la batosta di Monaco, sarebbe stato probabilmente un harakiri.

    Non perché Chivu sia meglio di Fabregas come allenatore, ma semplicemente perché era e si sta dimostrando più adatto. Niente rivoluzioni, niente ossessioni giochiste, ma un silenzioso cambiamento travestito da continuità.

    Chivu ha giustamente proseguito il lavoro di Inzaghi, ne ha beneficiato e ha toccato le corde che si dovevano toccare senza necessariamente cimentarsi in un assolo di chitarra.

    Nonostante fosse anche lui un allenatore emergente e con le sue idee, ha capito quale fosse la cosa più giusta da fare in quel momento in una piazza demotivata e in uno spogliatoio non certo sereno. 

    Siamo sicuri che Fabregas avrebbe fatto lo stesso? E che l'Inter, oggi, con lo spagnolo sarebbe stata comunque in vetta alla classifica?

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • IN ITALIA NON SIAMO PRONTI A UN ARTETA

    In tal senso vi cito l'esempio di Mikel Arteta al'Arsenal.

    Lo spagnolo si è seduto sulla panchina dei Gunners nel 2019 ed ha iniziato un percorso di rivoluzione calcistica che necessitava di tempo e pazienza.

    Negli ultimi 7 anni l'Arsenal con Arteta ha vinto soltanto una FA Cup e due Community Shield, seppure mettendo in campo probabilmente il miglior calcio d'Inghilterra e tra i migliori in Europa.

    Quest'anno probabilmente è quello buono, almeno per la vittoria della Premier League. Ma stiamo parlando comunque di sette anni. Quale grande club italiano avrebbe aspettato così a lungo?

    Questo per dire che non sto sminuendo le abilità da allenatore di Thiago Motta e Fabregas, ma semplicemente evidenziando che in Italia non siamo fatti per il giochismo. Vogliamo i risultati, subito, giusto e sbagliato che sia.

    E non mi sento di essere così distante da questa idea. Non perché non mi piaccia il bel calcio, ma perché in questo sport i casi in cui chi vince gioca anche bene sono davvero rari. E in certe piazze alla fine conta vincere, non fare spettacolo. 

0