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Dybala Ranieri HummelsGOAL

“Una bella gatta da pelare”: dal caso Dybala a Hummels, tutti i problemi che Ranieri troverà a Roma

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La storia si ripete. Cinque anni e mezzo l'ultima volta, Claudio Ranieri accorre al capezzale di una Roma ferita, sanguinante. Perché al richiamo del cuore non si può dire di no, specialmente se sei un uomo di valori come il settantatreenne allenatore testaccino. E specialmente se il cuore ce l'hai di colore giallo e rosso.

Sa benissimo, Ranieri, che la sua missione sarà ancor più difficile rispetto a quella del marzo 2019. Cambia il predecessore da sostituire: ieri Eusebio Di Francesco, oggi Ivan Juric. Ma a cambiare è anche tutto il resto. Ai tempi, per dire, Ranieri ha trovato una squadra sesta (e ce l'ha mantenuta), non dodicesima. Mai, nella propria storia recente, la Roma aveva vissuto una situazione così caotica. “Una bella gatta da pelare”, l'ha definita sor Claudio mercoledì all'ANSA. Aggiungendo, giusto per confermare di essere pronto alla sfida: “Per questo mi hanno chiamato”.

Alla Roma, semplicemente, in questo momento non funziona nulla. Né ai piani alti, né ai piani più bassi. Né all'interno né all'esterno dell'ambiente. Toccherà a lui rimettere assieme i cocci, ridare un'identità a una squadra persa nel vuoto, riportare serenità e, perché no, quell'entusiasmo svanito nel nulla dopo i due anni e mezzo mourinhani. Non sarà semplice, per nulla.

  • Mancini Verona Roma Serie AGetty

    UNA CLASSIFICA CHE PIANGE

    Da più parti, in questi giorni, è uscito il paragone con la stagione 2004/2005. Quella in cui, allora sì, la Roma rischiò seriamente la retrocessione in Serie B chiudendo a +3 sulla zona bollente nel contesto di una bagarre allucinante. Non siamo a questi livelli. Primo perché sono trascorse appena 12 giornate; secondo perché l'abbassamento qualitativo della Serie A fa sì che, come dice Paolo Di Canio, tre squadre peggiori bene o male le si trovano sempre.

    Di più: questa Roma non può essere nemmeno da dodicesimo posto a -12 dal quarto, come suggerirebbe la classifica. La squadra che nel 2023/2024 ha sfiorato la seconda finale di Europa League consecutiva non ha perso elementi imprescindibili in estate. E se un nome davvero grosso se n'è andato (Lukaku), un altro lo ha sostituito (Dovbyk).

    Questa sarà la missione di Ranieri: far rendere la rosa secondo le proprie possibilità, e magari anche oltre. Non al livello di una lotta Champions, peraltro già compromessa dal pessimo avvio di campionato, ma nemmeno da parte destra della classifica.

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  • Dan Friedkin Ryan FriedkinGetty Images

    LA FRATTURA TIFO-PROPRIETÀ

    Qui Ranieri può far ben poco. Se non rispettare in pieno il ruolo per cui, alla fine, è stato chiamato: quello del parafulmine. Come lo era Daniele De Rossi una decina di mesi fa, al momento di prendere il posto che era di José Mourinho. Ha funzionato fino a un certo punto, i risultati hanno aiutato fino a quando hanno potuto (semifinale di Europa League in primis), poi tutto è crollato.

    Mal sopportati per un certo modo freddo, distante, “americano” di vivere il calcio, i Friedkin sono arrivati al classico punto di non ritorno da quando sono a Roma. O meglio: da quando gestiscono la Roma. Perché nella Capitale si vedono col contagocce. Tanto da scatenare l'ironia amara della gente e proteste fantasiose, come quello striscione “Chi l'ha visto?” con il simbolo della trasmissione televisiva.

    Ranieri conosce l'ambiente, lo ha vissuto sulla propria pelle, lo ha assorbito da tifoso, da calciatore, da allenatore. Come De Rossi, proverà a portare la gente dalla propria parte. La sua nomina da sola non basterà per placare le ire dell'ambiente, questo è certo. Ma intanto può essere un punto di partenza.

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  • Paulo Dybala Roma 2024-2025Getty Images

    LA GESTIONE DI DYBALA

    Ranieri dovrà comprendere come far fronte a uno dei grandi casi che hanno scombussolato la vita della Roma nelle prime settimane stagionali: la gestione di Paulo Dybala. Il calciatore più forte della rosa, ma anche il più ingombrante, volendo.

    Si torna sempre lì, alla clausola di rinnovo automatico che scatterebbe alla quattordicesima presenza da almeno 45 minuti. Non siamo ancora vicinissimi (7), ma il traguardo si sta avvicinando. Dybala arriva dall'esclusione contro il Bologna, motivata da Juric con i soliti guai muscolari e poco gradita dalla Joya, che già in estate aveva seriamente rischiato di lasciare Roma e la Serie A per l'Arabia Saudita.

    Nemmeno l'ex bianconero, tra un lampo e l'altro, è riuscito fin qui a salvare l'annata giallorossa: due goal in 12 presenze tra campionato ed Europa League. Un rendimento balbettante che fa il paio con una coesistenza complicata col connazionale Soulé e, appunto, con le questioni contrattuali. Un'altra bella gatta da pelare.

  • Hummels RomaGetty Images

    IL CASO HUMMELS

    Appena i Friedkin hanno trovato l'intesa con Ranieri, Mats Hummels si è precipitato sui social e ha postato un'immagine che qualche sorriso al mondo romanista lo ha strappato. Specialmente a chi proprio non riesce a comprendere come sia possibile che uno dei migliori giocatori della scorsa Champions League, finalista col Borussia Dortmund, faccia costantemente panchina alla Roma.

    Dicono che con Ranieri finalmente Hummels troverà spazio. Sarà tutto da vedere, ovviamente. Juric motivava ogni esclusione del tedesco come una pura scelta tecnica, spiegando che “io arrivo all'allenamento, guardo chi sta meglio e scelgo in base a questo. Un allenatore non guarda età e curriculum. Chi sta meglio gioca”. Cambierà qualcosa con il secondo ribaltone stagionale in panchina?

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  • Lorenzo Pellegrini RomaGetty Images

    PELLEGRINI E CRISTANTE DA RIGENERARE

    Dando un'occhiata alla rosa della Roma 2018/19, un paio di cose saltano all'occhio. Primo: la presenza di Daniele De Rossi, la cui ultima partita da calciatore è coincisa con l'ultima di Ranieri sulla panchina giallorossa. Secondo: i giocatori sono tutti cambiati. O quasi.

    Tre di allora sono presenti anche oggi: Lorenzo Pellegrini, Bryan Cristante e Stephan El Shaarawy. Se quest'ultimo bene o male ha appena segnato una doppietta, gli altri due sono e rimangono tra i più contestati dal tifo giallorosso. Vuoi per una certa usura del rapporto, vuoi perché – è il caso di Pellegrini – nessuno è profeta in patria. Una patria che prima di lui ha visto, amato, adorato Totti e De Rossi.

    Ranieri tornerà con ogni probabilità ai quattro dietro, lasciando in soffitta la difesa a tre di Juric. E farà affidamento su Cristante e Pellegrini (e Mancini) come senatori dello spogliatoio, ma anche e soprattutto in campo. Il primo in mezzo, il secondo mezzala o trequartista. Per provare a risollevare tutti assieme una stagione partita col piede più sbagliato possibile.

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