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Gasperini SarriGetty Images

Un derby di Roma surreale: polemiche da calendario, orgoglio biancoceleste e speranze Champions della Lupa

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Non definitelo un derby qualunque.


No, perché la vigilia di Roma-Lazio è stata a dir poco tormentata, sia per quanto riguarda il contorno che negli aspetti pratici relativi al prato verde.


Da un lato la squadra di Sarri, ferita dal ko nella finale di Coppa Italia; dall'altro quella di Gasperini, desiderosa di centrare una Champions che stava rischiando di sfumare anzitempo.


Nel mezzo il caos provocato dalla concomitanza con gli Internazionali d'Italia, alle spalle dell'Olimpico e dunque 'in conflitto' con l'organizzazione della stracittadina da affiancare agli impegni delle rivali per l'Europa della Lupa, necessariamente chiamate a scendere in campo in contemporanea.

  • IL CAOS SU DATA E ORARIO

    Scelte iniziali, botta e risposta, il nuovo tavolo di lavoro tra Lega e Prefettura, l'Avvocatura di Stato chiamata in causa, poi la decisione definitiva: Roma-Lazio di domenica alle 12, calendarizzata in parallelo al resto dei match di Napoli, Milan, Juve e Como.


    Sarri non voleva presentarsi, Gasperini che stempera: il derby, alla fine, seppur in circostanze e condizioni inusuali andrà in scena come da copione.

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  • L'ORGOGLIO DELLA LAZIO

    Stabilite data e ora della partita, a parlare sarà finalmente quel terreno di gioco che mercoledì ha visto la Lazio fallire l'opportunità di alzare al cielo la Coppa Italia, venendo sconfitta dall'Inter ed ora senza più obiettivi stagionali.


    Anzi, uno sì: mettere i bastoni tra le ruote alla Roma, in piena corsa per un posto Champions ma che sul tratto conclusivo del proprio tragitto dovrà vedersela con cliente e pressioni fuori dal comune.


    I biancocelesti hanno dalla loro un orgoglio da ricucire e la necessità di consegnare un'ultima gioia ai propri tifosi, rimasti a bocca asciutta ma comunque grati a squadra e allenatore per quanto profuso nel tam tam di contestazioni e mercati caotici: insomma, un'annata convulsa su cui la ciliegina del derby potrebbe aumentare il decibel degli applausi e portare in dote lo scalpo dei cugini.

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  • LA VOGLIA DI CHAMPIONS DELLA ROMA

    Se in casa Lazio il 2025/2026 in termini di obiettivi concreti non ha più nulla da dire, la Roma nel derby si gioca tutto. L'aggancio al Milan al quarto posto alimenta chances e trend verso l'alto dei giallorossi, che a Parma hanno confezionato una rimonta in grado di sovvertire scenari ormai scritti ed umori che ora pendono tutti dalla parte della banda Gasp.


    "Giochiamo contro noi stessi", ha sottolineato il tecnico di Grugliasco: già, perché al netto dei fattori esterni gran parte del destino Champions è nelle mani della Lupa.

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