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Spalletti ReteguiGetty Images

Tutti gli errori di Spalletti contro la Spagna: formazione e cambi non convincono, Darmian e Fagioli restano fuori

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Partiamo da un presupposto: perdere contro la Spagna (e che Spagna) ci sta, anche perché le difficoltà attuali della nostra Nazionale sono evidenti e risapute ormai da tempo.

La vittoria, peraltro di misura, contro la modesta Albania aveva illuso molti ma se l'Italia è arrivata a Euro 2024 solo battendo la modesta Macedonia del Nord alla penultima giornata un motivo ci sarà.

Detto questo, aspettarsi qualcosa di più rispetto a quanto proposto a Gelsenkirchen dagli Azzurri era lecito.

E così sul banco degli imputati è finito come sempre il Ct di turno, quindi Luciano Spalletti, le cui scelte non hanno convinto. Affatto.

  • L'AZZARDO DI SPALLETTI

    Contro una squadra organizzata e pericolosa come la Spagna confermare la formazione 'leggera' che aveva battuto l'Albania era un rischio.

    Ecco perché alla vigilia molti ipotizzavano che Spalletti potesse irrobustirla schierando Mancini in difesa e Cristante a centrocampo al posto dei palleggiatori Calafiori e Pellegrini.

    Alla fine, invece, Spalletti ha tirato dritto per la propria strada ovvero quella del gioco. Una scelta che si è rivelata azzardata.

    Sotto il profilo tecnico, infatti, non 'è stata partita con la Spagna che ha letteralmente dominato molto più di quanto dica lo striminzito 1-0 finale.

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  • L'ESCLUSIONE DI DARMIAN

    Forse troppo facile dirlo dopo la tremenda notte vissuta dal terzino del Napoli a Gelsenkirchen, ma l'esclusione dell'interista Darmian grida vendetta.

    Di Lorenzo è ovviamente un fedelissimo di Spalletti, che con lui come capitano nella scorsa stagione ha vinto uno storico Scudetto.

    L'ultima stagione però ha emesso un verdetto chiaro sullo stato di forma di Darmian e Di Lorenzo, col primo grande protagonista della cavalcata nerazzurra ed il secondo in grande difficoltà fino ad uscire tra i fischi del 'Maradona' all'ultima giornata.

    Il tutto senza considerare come Darmian possa ovviamente vantare un'esperienza internazionale e una duttilità tattica decisamente maggiore. Non un dettaglio in partite come queste.

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  • ATTACCO STERILE

    Anche contro la Spagna, poi, si è riproposto un problema ormai atavico della nostra Nazionale ovvero la preoccupante sterilità offensiva.

    La buona stagione vissuta da Scamacca all'Atalanta (o forse sarebbe meglio dire gli ultimi strepitosi mesi) avevano illuso un po' tutti sul fatto che l'Italia avesse finalmente trovato il suo numero 9.

    Scamacca però in Germania finora non l'ha praticamente mai vista, o quasi, anche a causa di una squadra che lo ha servito poco e male ovviamente. E quasi sempre spalle alla porta.

    In panchina c'è sempre Retegui, certo, che però quando è entrato non ha fatto molto meglio del compagno. Anzi. E così dopo 180' le nostre punte sono ancora ferme a quota zero.

  • CHIESA SACRIFICATO

    Anche la posizione di Chiesa contro la Spagna non ha convinto, affatto.

    Spalletti lo ha schierato ancora sulla fascia destra, ma lo juventino è stato di fatto costretto a fare il terzino per tutto il primo tempo per aiutare Di Lorenzo sullo scatenato Nico Williams, con risultati a dir poco insufficienti.

    E così quando Chiesa ha avuto un paio di palloni giocabili nella metà campo avversaria li ha sprecati malamente. Forse per stanchezza o forse per la frustrazione di non poter sprigionare le sue migliori qualità.

    Chiesa, d'altronde, ha spesso reso meglio sulla sinistra dove ha la possibilità di puntare l'uomo per cercare il fondo ma anche di accentrarsi e provare la conclusione a rete.

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  • LA CONVOCAZIONE DI FAGIOLI

    All'inizio della ripresa, in realtà, Spalletti ha provato a cambiare qualcosa inserendo subito Cristante e Cambiaso per Frattesi e Jorginho.

    L'italo-brasiliano soprattutto è apparso in grande difficoltà fisica, venendo di fatto travolto dal centrocampo spagnolo. Ma al suo posto non è subentrato quello che sarebbe il suo sostituto naturale, ovvero Fagioli.

    La convocazione dello juventino è stata una scelta forte e molto discussa di Spalletti, ma fin qui il Ct non lo ha ancora mai schierato preferendogli di fatto tutti gli altri centrocampisti. La domanda allora sorge spontanea: perché portarlo in Germania?

    Nel finale poi Spalletti si è giocato anche le carte Retegui, Raspadori e Zaccagni che hanno almeno regalato un pizzico di vivacità all'attacco azzurro. Poco, troppo poco comunque. Con la Croazia servirà decisamente di più.

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