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Vanoli FabregasGetty Images

Torino-Como è Vanoli contro Fabregas: dall'esperienza in comune al Chelsea alla Serie A

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Quiz volante: che cos'hanno in comune Cesc Fabregas e Paolo Vanoli? Apparentemente nulla, se non il fatto che entrambi oggi allenano in Serie A. Due mondi lontanissimi che non solo non sembrano fatti per incontrarsi, ma nemmeno per sfiorarsi.

Uno è stato tra i centrocampisti più brillanti della storia recente del calcio, vincendo tutto quello che poteva vincere tra Arsenal, Barcellona e Chelsea; l'altro un terzino sinistro che qualche soddisfazione se l'è tolta, ha giocato in mezzo a una serie di campioni tra Fiorentina e Parma, ha segnato in finale di Coppa UEFA, ma con l'Italia ha giocato appena due volte.

Che cos'hanno in comune, dunque, Fabregas e Vanoli? ll fatto che entrambi oggi allenano in Serie A, appunto: l'italiano sulla panchina del Torino, lo spagnolo su quella del Como. Ma soprattutto il fatto che il loro incontro di venerdì sera, nel secondo anticipo della nona giornata, sarà più che altro un reincontro.

  • LA STAGIONE AL CHELSEA

    Non tutti lo ricordano, ma Vanoli e Fabregas hanno lavorato assieme per una stagione. Dove? Al Chelsea, in Premier League.

    E se qualcuno dovesse chiedersi che cosa c'entrino mai il Chelsea e Vanoli, l'arcano è presto svelato: l'attuale allenatore del Torino ha iniziato proprio lì, a Londra, la propria esperienza come collaboratore tecnico di Antonio Conte, poi proseguita a Milano con l'Inter.

    Fabregas e Vanoli si sono incrociati solo per una stagione, il 2017/18: l'anno in cui il tecnico ha lasciato lo staff azzurro di Gian Piero Ventura per raggiungere Conte, con cui aveva già avuto contatti - da ct dell'Under 18 e dell'Under 19 - quando quest'ultimo allenava l'Italia.

    Della rosa di quel Chelsea faceva parte proprio Fabregas, già esperto con i suoi 30 anni ma non ancora avviato sul viale del tramonto. Tanto da collezionare 32 presenze in Premier League e 8 in Champions League, oltre a scendere in campo anche nelle coppe nazionali.

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  • STIMA RECIPROCA

    Sia Vanoli che Fabregas si sono già presentati in conferenza stampa per la classica presentazione della vigilia (dell'antivigilia nel caso dello spagnolo, intervenuto mercoledì). A entrambi è stata posta una domanda sul rispettivo collega in panchina. Ed entrambi hanno risposto con piacere.

    Fabregas ha detto che il Torino "è una squadra storica, solida, con un centrocampo forte, con un allenatore, ovvero Vanoli, che conosco bene e stimo molto".

    Vanoli è andato oltre, ricordando l'esperienza in comune a Londra:

    "Fabregas l'ho già incontrato lo scorso anno e l'ho allenato al Chelsea. Come giocatore mi ha insegnato tanto, a volte lo prendo come esempio perché è un vincente. Gli faccio i complimenti, perché sta portando avanti un calcio propositivo con tanti giocatori di qualità".

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  • UNA SOLA ANNATA

    Quella stagione, il 2017/18, è stata la seconda di Conte e l'unica di Vanoli al Chelsea. Stagione al di sotto delle aspettative, ben lontana dai fasti della Premier League conquistata nell'annata precedente.

    I Blues hanno chiuso il campionato al quinto posto, con addirittura una trentina di punti di svantaggio dal Manchester City campione: 70 contro 100. L'unica soddisfazione di 12 mesi che hanno visto la squadra di Conte uscire prematuramente anche in Champions League è stata la conquista della FA Cup contro il Manchester United.

    Le strade del Chelsea e di Conte si sono così separate nell'estate del 2018. E di conseguenza se n'è andato anche Vanoli. Fabregas ha resistito un anno in più, lasciando a sua volta nell'estate del 2019 e chiudendo la carriera di calciatore al Monaco e poi al Como.

  • LE SFIDE DELLA SCORSA STAGIONE

    Vanoli e Fabregas si sono così ritrovati in Italia, in Serie B: nella scorsa stagione proprio loro due, alla guida delle rispettive squadre, hanno dato vita a uno dei duelli più entusiasmanti della cadetteria. Alla fine hanno vinto entrambi: Cesc ha regalato il secondo posto e la promozione diretta al Como, Paolo si è dovuto accontentare della terza piazza col Venezia, conquistando però a sua volta l'accesso in A grazie ai playoff.

    In parità anche gli scontri diretti: 3-0 Venezia all'andata, con doppietta di Pierini e sigillo finale di Pohjanpalo, e 2-1 Como al ritorno grazie a una zampata in extremis di Cutrone, dopo le reti di Verdi e del solito Pohjanpalo.

    Da quando entrambi siedono in panchina, dunque, quella di venerdì sarà la terza sfida in assoluto tra Vanoli e Fabregas. Inizierà con una bella stretta di mano, magari un abbraccio, magari un breve ricordo di quella stagione londinese. E poi proseguirà senza fare prigionieri. Perché in campo i rapporti d'affetto non esistono.

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